La riforma sanitaria Usa di Obama e i suoi “effetti collaterali”

LA RIFORMA SANITARIA USA – Come conseguenza involontaria della nuova riforma sanitaria, le industrie farmaceutiche hanno cominciato  a diffondere l’avviso, negli ospedali pediatrici di tutto il paese, che non qualificheranno più, come sottoposti a prezzi vantaggiosi, i farmaci utilizzati per trattare rare condizioni mediche.

Per contro, i prezzi di queste “orphan drugs”, come vengono comunemente chiamate, stanno notevolmente aumentando, e il dato è ancor più preoccupante se si pensa che vengono utilizzate anche per trattare situazioni più comuni.

Negli ultimi 18 anni il Congresso ha imposto ai produttori di medicinali di applicare forti sconti ad una grande varietà di strutture sanitarie, inclusi i centri medici per la comunità, le cliniche per la cura dell’AIDS e gli ospedali per persone a basso reddito.

Diversi anni fa questa disposizione era stata allargata agli ospedali pediatrici, ma quest’anno il Congresso, rivedendo le condizioni di applicazione degli sconti nell’ambito della riforma sanitaria, ha escluso questo tipo di centri da quelli aventi diritto ai tagli sui costi di queste medicine, che vengono utilizzate per la cura di malattie che affliggono meno di 200 mila persone negli Stati Uniti.

Le riduzioni in questione oscillano tra il 30 e il 50%, ma gli ospedali pediatrici sostengono che questa modifica stia significando, per loro, un dispendio di centinaia di milioni di dollari.

A mostrare le due facce dell’importante riforma sanitaria su questo aspetto, basta pensare al fatto che molti ospedali di zone rurali per la prima volta divengono oggetto degli sconti, ma che questi non sono più applicabili alle “orphan drugs”, che costituiscono una parte sorprendentemente ampia dei costi medici per i pazienti dimessi.

Alessandro Pirruccio