Nonostante gli infortuni il Milan punta allo scudetto

IL MILAN PUNTA ALLO SCUDETTO – Che le ambizioni di una squadra debbano fare i conti anche con un’attenta gestione degli infortuni al Milan l’avevano capito già da tempo. Non solo a causa dell’eterno convalescente Pato e delle sue staffette tra campo e infermeria, ma anche a causa di Pippo Inzaghi e del suo infortunio avvenuto durante la partita col Palermo. Ora si sono aperte altre voragini, stavolta nelle retrovie milaniste, dopo che il gap in fase offensiva è stato colmato da Ibrahimovic. Thiago Silva e Flamini, infatti, sono i due ko di fila collezionati questa settimana da Allegri: entrambi, cui ha ceduto il ginocchio destro, resteranno fuori causa per tre-quattro settimane. Unica consolazione nella sfortuna è la pausa natalizia, che farà da airbag temporale per ridurre l’emergenza al minimo sindacale: la Champions infatti va in letargo e il campionato si appresta a chiudere non per sciopero ma per ferie. Ciò nonostante, domenica a mezzogiorno contro il Bologna verrà messo in soffitta l’esperimento del Milan dei mediani, quello di Gattuso, Ambrosini, Flamini. La defezione del francese viene compensata da Pirlo, che è tornato in pianta stabile e che detterà i tempi al 4-3-1-2 della squadra. In attacco rientra Seedorf dietro le punte Robinho e Ibrahimovic. Proprio lo svedese oggi ai microfoni di Studio Sport XXL ha risposto per le rime alle punzecchiature che in questi giorni Moratti e Materazzi gli hanno riservato. Il presidente dell’Inter aveva detto che Ibrahimovic ha scelto l«’anno sbagliato» per andare via, mentre Materazzi ha ironicamente ringraziato l’ex compagno di squadra: «Senza di lui in campo col Barcellona forse non avremmo vinto la Champions». Il numero 11 rossonero, che non è mai stato un tipo che le manda a dire, ha sottolineato che «Materazzi parla un pò troppo di me, così come Moratti, si vede che io sono ancora molto importante per loro. Io invece non parlo mai di loro, si vede che non sono importanti per me». Il sillogismo targato Ibrahimovic, cinico come un litigio fra ex amanti, riassume in un colpo solo la sete di rivincita del calciatore, dopo l’anno interlocutorio vissuto all’ombra della classe di Messi e del triplete di Mourinho. Oltre alle gocce di veleno, però, nelle parole dello svedese c’è anche il tributo al rivale nerazzurro Snejider: «È triste che non vinca il Pallone d’Oro, dopo quello che ha fatto nella scorsa stagione, Mondiale compreso, ma ormai quel trofeo è diventato una questione solo politica ed è per questo che a me non interessa più conquistarlo: preferisco vincere con la squadra». E vincere, infatti, resta il chiodo fisso dell’attaccante rossonero, che anche quest’anno vuole mettere in bacheca l’ennesimo campionato, stavolta con la maglia del Milan: «Non temo nè Inter, nè Juventus, nè Roma, nè nessuno. Stiamo già dimostrando di essere i più forti, dobbiamo solo continuare così e il Milan vincerà tutto». I tifosi, dopo la scorsa stagione vissuta da comparse, non aspettano altro.

Fonte: Ansa