Obama sconfitto al Senato Usa: bocciata la legge sui soldati gay

SENATO AMERICANO BOCCIA OBAMA, NO A LEGGE SU SOLDATI GAY– NEW YORK, 10 DIC – Ennesimo “schiaffo” politico del Senato americano al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: non è passata oggi la proposta, avanzata dai democratici, di abrogare la legge ‘don’t ask don’t tell’ (non chiedere non dire), che dal 1993 vieta a una persona dichiaratamente gay di fare il servizio militare. Affinchè la proposta passasse era necessaria una maggioranza qualificata di 60 voti. I sì sono stati solo 57, contro i 40 no. Il risultato equivale a una clamorosa bocciatura per una proposta che era stata fortemente caldeggiata dalla Casa Bianca, convinta che la legge sia ipocrita e vada riformata. I Democratici erano certi di avere tra i Repubblicani i pochi voti necessari per superare il ‘filibustering’ procedurale, e consentire così che sulla proposta di abrogazione si aprisse il dibattito vero e proprio. La maggioranza c’è stata, ed è stata ampia, ma non sufficiente. Anche un senatore democratico, John Manchin, del West Virginia, ha votato contro, mentre i repubblicani hanno votato ‘nò in modo compatto tranne un caso, quello della senatrice Susan Collins, del Maine. Che si è detta «molto dispiaciuta» per l’esito del voto: «Si è persa una grande occasione» ha affermato. Analogo il commento dello stesso Obama: «Come comandante in Capo ho spinto perchè questa legge venisse cambiata, consapevole che le nostre forze armate siano assolutamente preparate a lavorare fianco a fianco con americani che sono apertamente gay o lesbiche». Per Obama, essa «indebolisce la nostra sicurezza nazionale, diminuisce la nostra capacità militare e viola i nostri principi fondamentali di giustizia, integrità e uguaglianza». Con il voto in Senato, cade per lui forse in modo definitivo l’ultima speranza di vedere la riforma approvata, e questo nonostante l’appoggio dei vertici del Pentagono. Sia il segretario della Difesa, Robert Gates, sia il capo degli Stati maggiori congiunti delle Forze Armate, ammiraglio Mike Mullen, si erano espressi a favore dell’abrogazione. Ma il Senato, di fatto, ha detto no. Obama sa perfettamente che la legge o passa entro l’anno, oppure sarà molto difficile che trovi accoglienza nel Senato entrante, nel quale il peso specifico dei repubblicani sarà ben più marcato di quello attuale. Tutti convengono che la legge è ipocrita. Vecchia di 17 anni, stabilisce nei fatti una prassi tale per cui le forze armate non chiedono a una potenziale recluta il suo orientamento sessuale, e se la recluta non dichiara apertamente di essere omosessuale viene arruolata. Ma tra i repubblicani prevalgono le resistenze a far cadere l’ultimo tabù. Nessun gay dichiarato può arruolarsi nelle forze armate americane.

Ansa