Conferenza Onu sul clima: a Cancun raggiunto un accordo di compromesso

CONFERENZA ONU SUL CLIMA: RAGGIUNTO ACCORDO DI COMPROMESSO – Gli oltre 190 paesi della Convenzione Onu sul clima riuniti a Cancun hanno approvato il testo di compromesso proposto dalla presidenza messicana quasi all’unanimità: uno dopo l’altro, i delegati delle diverse nazioni hanno preso la parola per esprimere parere positivo su un documento che appare come la migliore soluzione di compromesso possibile sulle questioni climatiche. Le uniche obiezioni sono state quelle sollevate da Pablo Solon, capo negoziatore boliviano, che ha rifiutato l’accordo. “La Bolivia – ha detto – non è pronta a sottoscrivere un testo che comporterà un aumento della temperatura che metterà più vite umane in pericolo”. 
L’esito dell’incontro può comunque essere considerato positivo (soprattutto dopo i risultati, praticamente inesistenti, del summit di Copenaghen dello scorso anno) anche se, nella pratica, il documento stilato a Cancun è un insieme di dichiarazioni d’intenti prive di carattere vincolante: in sostanza, è tutto rinviato al vertice di Dubai fissato per il 2011. Il testo messicano prevede che il protocollo di Kyoto prosegua anche dopo la sua scadenza naturale, il 2012, e che i paesi firmatari taglino le loro emissioni di CO2 da un minimo del 25 ad un massimo del 40%. Risultati affatto scontati, raggiunti soprattutto grazie alla tenacia della presidente della Conferenza Patricia Espinosa – ministro degli Esteri messicano – , che ha convinto uno per uno i paesi dissenzienti di Kyoto, come Giappone, Russia e Canada. A ragione, la presidente è stata applaudita a lungo prima e durante la seduta. Particolarmente positivo il commento del ministro indiano per l’Ambiente Jairam Ramesh, che proprio rivolgendosi a Espinosa ha dichiarato che dopo il fallimento di Copenaghen “avete riconquistato la fiducia della comunità internazionale nel multilateralismo”.
Nel pacchetto sono compresi anche i soldi del fast start per i Paesi in via di sviluppo (30 miliardi di dollari) e il Green climate fund, fondo per far decollare l’economia verde nel mondo con 100 miliardi di dollari l’anno gestito per tre anni dalla Banca mondiale e da 40 Paesi membri (25 in via di sviluppo e 15 sviluppati).

Tatiana Della Carità