Manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma, Bersani: Berlusconi ha fallito, azione di governo ridotta a strumento di propaganda”

Il leader del Pd Pier Luigi Bersani

BERSANI: GOVERNO DIVENUTO STRUMENTO PROPAGANDA, HA FALLITO ALL’OMBRA DEL PREMIER – «Hanno fallito perché hanno ridotto l’azione di governo a strumento di propaganda, alla predicazione dei cieli azzurri fino a vendere miracoli a buon mercato o addirittura miracoli a rate come a Napoli e a L’Aquila». Queste le parole del segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani dal palco di piazza San Giovanni a Roma, nel corso della manifestazione nazionale del PD. Duro attacco contro il governo Berlusconi, accolto da numerosi applausi da parte dei manifestanti. «Hanno fallito – ha proseguito Bersani – perché si sono avvitati sui problemi del Capo dimenticando i problemi degli italiani. Hanno fallito perché il loro meccanismo populistico ha sempre bisogno del nemico generando così disunione, contrapposizione, tifoseria, una rottura profonda negli italiani che non si era vista nemmeno ai tempi della guerra fredda». «Hanno fallito – ha continuato Bersani – perché all’ombra del Capo sono inevitabilmente fiorite relazioni speciali, personali, e quindi cricche di ogni genere e specie, indebolimento delle regole fino a fatti di degenerazione e di corruzione».

Il segretario del Partito Democratico ha interrotto per alcuni minuti il suo discorso, perché una signora sotto il palco ha avuto un malore. La manifestante si è sentita poi meglio ed è stata soccorsa dal personale medico.

Ha poi proseguito il leader del PD: «decreti inutili voti di fiducia, sordità verso la voce dell’opposizione, propaganda pura. Tutto questo è stato venduto in nome del rigore e della tenuta dei conti. Ma quale rigore? Non ditelo a noi che abbiamo sempre dovuto aggiustare i vostri disastri». «Con il loro cosiddetto rigore hanno aumentato le diseguaglianze, ridotto la fedeltà fiscale, massacrato gli investimenti nel pieno della recessione. Con il loro bel rigore ci troviamo con la crescita più bassa di Europa e il debito più alto. E con la propaganda del rigore hanno tolto la voce ai problemi veri», ha sottolineato Bersani.

«Altro che social card! Libretti della spesa! Caro Tremonti, proprio quelli di una volta! E intanto le mafie, che hanno i soldi in mano, arraffano al Nord e al Sud imprese e patrimoni». Intanto , ha continuato Bersani, «i problemi sono stati oscurati, mentre si imbastivano riforme a chiacchiere» e intanto «la discussione veniva portata sul Lodo Alfano, i legittimi impedimenti, il processo breve».

Bersani ricorda ancora «la beffa del federalismo», che «mette in ginocchio i Comuni» e che «si sta perdendo nel bosco come le ronde padane e come le invettive a Roma ladrona di chi ha votato tutte le leggi dei quattro ladroni di Roma!».

«Riforme a chiacchiere», anche quelle sulla scuola e la cultura, che hanno portato solo «tagli strutturali all’intero sistema della conoscenza». «Operazioni condotte con arroganza incredibile e insulti alla verità – ha tuonato il Segretario – cari Ministri, se i ricercatori si sono messi sui tetti non è perché siamo andati a trovarli noi, ma perché ce li avete mandati voi! Caro ministro Gelmini, aspettiamo ancora di vedere i suoi voti»; a questa frase è seguito un boato di approvazione da parte dei manifestanti.

Riferendosi al premier Silvio Berlusconi: «ha fatto tutto lui e adesso parla di ribaltone? ha avuto tutto in mano, una maggioranza galattica, una legge elettorale ad personam, il più grande partito d’Italia inventato sul “predellino” e ora fa la vittima. Lui si è ribaltato lasciandoci il problema che adesso non si ribalti anche l’Italia».

«Non avremo certo paura del voto, se capitasse c’è la giochiamo è la vinciamo. Ma serva un po’ di responsabilità è una risposta di stabilità può venire solo da un governo serio di responsabilità istituzionale». ha detto il segretario del Pd, presentando la proposta che il Pd «avanzerà al Capo dello Stato» in caso di crisi di governo. «Siamo davanti – afferma Bersani – ad una emergenza economica e sociale e da 6 mesi siamo nell’instabilità, perché Berlusconi è l’instabilità». Per il leader Pd serve invece un governo di responsabilità istituzionale che «garantisca una transizione ordinata, nuove regole elettorali, alcuni interventi urgenti in campo economico e porti il Paese ad un confronto elettorale capace finalmente di rivolgersi al futuro».

Vieni, via, vieni via da qui, vieni via con me. Vieni via da questi anni, da queste umiliazioni, da questa indignazione, da questa tristezza. C’è del nuovo davanti, c’è un futuro da afferrare assieme, l’Italia e noi” ha detto al termine del suo discorso il segretario del Pd Bersani, parafrasando la canzone di Paolo Conte e la trasmissione di Fazio e Saviano. “Viva il Pd, viva l’Italia”, ha concluso. Sul finale le note della canzone di Neffa “Cambierà”.

Valeria Bellagamba