Omicidio Meredith, Amanda Knox: “Lei era una mia nuova amica. La sua morte è stato uno choc”

OMICIDIO MEREDITH PROCESSO CORTE D’ASSISE PERUGIA – Parole inopportune e prive di contenuto. E’ quanto ha dichiarato Francesco Maresca, il legale dei familiari di Meredith Kercher, riferendosi alle dichiarazioni che, la giovane americana Amanda Knox, in carcere per l’omicidio della Kercher, ha rilasciato nel corso del processo a Perugia.
“Arrivano dopo che negli ultimi giorni il padre di Mez, in una delle pochissime dichiarazioni, aveva specificato di non avere sentito nessuno che si ricordasse della figlia – sottolinea l’avvocato. Per quest’ultimo, queste dichiarazione sono “finalizzate esclusivamente a questo processo d’appello. Non voglio fare polemica – ha concluso – e per questo mi sono doverosamente allontanato dall’aula mentre venivano fatte”.

DICHIARAZIONI DI AMANDA KNOX – “La morte di Meredith è stata uno choc terribile per me. Lei era una mia nuova amica. Un punto di riferimento per me qua a Perugia – ha detto Amanda Knox nel suo intervento di questa mattina alla Corte d’assise d’Appello di Perugia. Eppure è stata uccisa”.
Come riporta l’Adnkronos, nelle sue dichiarazioni la Knox vuole sottolineare le affinità che aveva con la giovane inglese: “Con la sua morte – ha specificato la Knox – ho riconosciuto una mia vulnerabilità”.
Per questo, spiega la Knox di essersi affidata “soprattutto a Raffaele che si è dimostrato una sorgente di rassicurazione, consolazione, disponibilità e amore”, ma anche alle autorità “perchè volevo aiutare a rendere giustizia a Meredith”.
Infine, Amanda ha dìribadito di non essere la persone “che l’accusa insiste che sia. Per niente. Secondo loro – ha aggiunto – sarei una ragazza pericolosa, diabolica, gelosa, menefreghista e violenta. Le loro ipotesi dipendono su questo eppure io non sono mai stata quella ragazza. Mai – ha ribadito- . Le persone che mi conoscono sono testimoni della mia persona, il mio vero passato, non quello raccontato dai tabloid, vi dimostra che io sono sempre stata così come sono veramente. Se tutto questo non basta – ha aggiunto – vi invito a chiedere alle persone che mi custodiscono da tre anni. Chiedete se sono mai stata violenta e menefreghista di fronte alle sofferenze che fanno parte delle vite spezzate in carcere. Vi diranno che io non sono così”.
Amanda insiste, difendendosi dall’etichetta che gli è stata data dall’accusa e dalle autorità: “Non ho mai rispecchiato l’immagine che ha dipinto l’accusa . Come avrei potuto essere capace di una tale violenza che ha subito Meredith? Come se fosse più importante e naturale di tutti i miei riferimenti e i miei valori. Di tutti i miei sogni e di tutta la mia vita. Come è possibile? Quella ragazza non sono io. Io sono la ragazza che dimostro di essere”.