Inchiesta P4:Papa si difende dalle accuse. Procedimento solo intento persecutorio

Alfonso Papa

INCHIESTA P4 PAPA- Alfonso Papa, il deputato del Pdl coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta P4 che da giorni monopolizza la stampa, comoarso davanti alla Giunta si è così difeso dalla minaccia di richiesta di arresto che lo riguarda. Nella memoria difensiva Papa ha scritto: L’intero procedimento è frutto “più che di un fumus di un chiaro intento persecutorio, arricchito dal comportamento scorretto e interessato di alcuni coindagati e di persone a questi legate da interessi di varia natura e da una campagna stampa sapientemente costruita per demonizzare e distruggere l’immagine del Papa come onorevole, come magistrato, come uomo“.

L’uomo ha fatto menzione ad una vera e propria “manovra” che “si articola con la strumentalizzazione giudiziaria di odi, rancori e gelosie presenti nell’ambiente del Distretto di Napoli ed assurte a procedimento penale; con l’attuazione di modalità di indagine poste al di fuori di tutti i principi fissati dalla legge e dalle regole deontologiche, nonché con gravissima ed evidente violazione delle prerogative parlamentari; con l’adozione – ha continuato – di un provvedimento sapientemente articolato ma povero e apodittico sotto il profilo indiziario, privo di effettività con riferimento ai presupposti della misura concessa, del tutto mancante dei presupposti di competenza territoriale, nota agli inquirenti e maliziosamente obliterata al fine di proseguire quella che più che una indagine appare come una vera e propria ‘caccia all’uomo‘”.

Di conseguenza la richiesta di arresto, “non avendo i pm nemmeno concessogli di poter essere interrogato e considerate le caratteristiche soggettive del deputato, peraltro incensurato, non sarebbe mai stato emesso se non avesse avuto la qualità di parlamentare e non si fosse voluto chiaramente strumentalizzare tale sua qualità”, ha concluso.

I magistrati partenopei presentarono la richiesta di arresto alla Camera nei confronti di Papa, sostenendo che sia stato un personaggio chiave nell’associazione segreta accanto al faccendiere Luigi Bisignani, ora ai domiciliari. La giunta per le immunità di Montecitorio avrebbe dovuto esprimersi sul caso Papa già la settimana scorsa, ma l’esame fu rinviato.

Redazione