Il ministro Gelmini vuole diminuire di un anno la durata degli studi in medicina

Mariastella Gelmini

GELMINI VUOLE RIDUZIONE DI UN ANNO PER MEDICINA – Nonostante i numerosi casi di malasanità che si verificano in Italia ogni anno, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ritiene che i nostri medici studino troppo e pensa di ridurre di dodici mesi la durata dei corsi di laurea per futuri dottori. “Abbiamo aperto un tavolo con il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare una abbreviazione degli anni di studio della Facoltà di Medicina – spiega la ministra in un’intervista rilasciata a Il Giornale – Ora sono sei anni per la laurea, poi quattro o cinque di specializzazione, poi il dottorato. Non si finisce mai. L’obiettivo sarebbe quello di accorciare almeno di un anno“.

E non è finita qui, perché potrebbero essere sforbiciati anche i tempi di tirocinio dei futuri avvocati. “Troppi anni prima dell’accesso alla professione – spiega Gelmini – Stiamo valutando la possibilità di anticipare il tirocinio all’ultimo anno prima della laurea in modo che dopo il diploma occorra soltanto un anno di pratica. Infine la titolare dell’Istruzione spiega che resta ancora in campo l’ipotesi di abolire il valore legale della laurea, cosa che rientrava nei punti del programma presentato dal centrodestra alle elezioni del 2008. “É sta­to ribadito anche nel piano per l’occupabilità giovanile elabora­to con il ministro del Lavoro, Sacconi – dichiara – insieme con le altre misure per contrastare la disoccupazio­ne dei giovani”.
Intanto arriva il parere della Fnomceo, la federazione degli ordini medici, che attraverso le dichiarazioni del presidente Amodeo Bianco invita alla cautela. “L’importante – spiega Bianco – non è tanto abbreviare il corso di laurea passando da 6 anni a 5, che non mi sembra fattibile, quanto intervenire sulle scuole di specializzazione, soprattutto migliorando e potenziando le attività professionalizzanti”. Bianco inoltre spiega che sarebbe utile “ar scendere prima sul campo i giovani medici, metterli prima a contatto con la prevenzione, l’assistenza, il mestiere insomma, già durante la scuola di specializzazione”.

T.D.C.