Russia: 116 morti nel naufragio del Bulgaria, molti sono bambini

Nave da crociera Bulgaria
RUSSIA: NAVE AFFONDATA – Il bilancio delle vittime del Bulgaria, la nave da crociera affondata domenica scorsa nel fiume Volga, sale a 116 morti.

Il Bulgaria stava navigando nella acque del bacino del Volga, nei pressi del villaggio di Syukeyevo, nella Repubblica Russa del Tatarstan, quando si è improvvisamente piegato su un lato ed è affondato in pochi minuti.

La nave trasportava più di 200 persone, di cui solo un’ottantina si sono salvate.

I sommozzatori hanno recuperato finora 88 corpi. Questa mattina, nel corso delle operazioni di recupero dei cadaveri, una cinquantina, per la maggior parte bambini, sono stati avvistati della sala giochi sommersa del relitto del “Bulgaria”. Hanno riferito i testimoni che proprio nella sala giochi della nave si erano radunati molti bambini, prima che la nave affondasse.

Non si conoscono ancora le cause esatte della tragedia, inizialmente attribuite ad un guasto al motore sinistro e al sovraccarico della nave, che sembra trasportasse 50 passeggeri in più del consentito. Probabilmente il naufragio è stato determinato dalla concomitanza di più elementi, non solo il motore rotto e il sovraccarico, ma anche l’inclinazione anomala della nave, la tempesta che l’ha colta al largo del fiume Volga, e gli oblò aperti, per via del caldo e della mancanza di aria condizionata, che hanno fatto sì che la nave affondasse in soli tre minuti.

Di sicuro c’è che a bordo della nave non sono state rispettate le misure di sicurezza, per questo motivo è stata aperta subito un’inchiesta che ha portato ai primi fermi.

Le persone indagate sono Svetlana Iniakina, direttore generale di Argorechtur, la compagnia che ha noleggiato il battello, e Iakov Ivashov, un funzionario del Registro del trasporto sul fiume Kama preposto al controllo tecnico dei natanti. I due rischiano fino a 10 anni di prigione per il reato di violazione delle norme di sicurezza con la morte di almeno due persone. Un’inchiesta per omissione di soccorso è stata poi aperta nei confronti dei comandanti di due navi (Arbat e Dunaiski-66) che non si sono fermate per soccorrere i passeggeri del Bulgaria. I due comandanti rischiano fino a due anni di carcere.

Le autorità hanno annunciato che domenica prossima cominceranno le operazioni per riportare in superficie la nave e recuperare così i cadaveri rimasti intrappolati.

Intanto, oggi in Russia è lutto nazionale. La tv e la radio non trasmetteranno programmi di intrattenimento né pubblicità.

Redazione