Sì della Camera al decreto legge sui rimpatri della Lega

Un barcone carico di immigrati

CAMERA APPROVA DECRETO LEGGE PER RIMPATRI – E’ passato stamattina alla Camera con 273 si e 257 contrari (hanno votato a favore Pdl e Lega, mentre si sono espressi contro Pd, Idv, Terzo Polo ed Mpa ) il decreto voluto dalla Lega in materia di immigrazione, che ora dovrà andare al Senato per l’approvazione definitiva.

La legge – che va a completare l’attuazione della direttiva europea in materia – è in particolare riferita ai rimpatri dei clandestini, ed è incentrata sull’obiettivo di portare da 6 a 18 mesi i tempi di permanenza dei clandestini nei Cie (centri di identificazione e di espulsione) e facilitare le procedure di espulsione per quelli ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza e per quelli già espulsi o che violano misure di garanzie previste dal questore. È prevista, tra l’altro, la possibilità per lo straniero di richiedere al prefetto un periodo, tra 7 e 30 giorni, per la partenza volontaria, nei casi in cui non ricorrono le condizioni per l’allontanamento coatto. Viene poi introdotto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui possono beneficiare anche i minori stranieri non accompagnati, sottoposti a tutela e ammessi ad un progetto di integrazione sociale e civile.

Quanto ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea, il decreto elimina l’obbligo del visto di ingresso attualmente previsto per soggiorni fino a tre mesi, e introduce il delitto contro la personalità dello Stato tra le eventuali cause di allontanamento del cittadino comunitario. “Con queste normative- sottolinea Bertolini- ripristiniamo la possibilità di espellere chi non ha diritto di stare sul nostro territorio, dando nuovo impulso e mezzi nella lotta alla clandestinità. Allo stesso tempo, mettiamo in campo una soluzione concreta per chi, come i minori non accompagnati, ha fatto un percorso di integrazione nel nostro Paese. Con questo provvedimento l’Italia fa un ulteriore passo in avanti nella gestione di un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione. La ricetta italiana del doppio binario, fatto di rigore e integrazione, fa sì che in Europa esista un modello italiano di governo dell’immigrazione”.

Numerose le reazioni contrarie al ddl: “Il decreto e’ disumano, inefficace e costoso” – dice Livia Turco del Pd – “poiché prevede la detenzione nei Cie fino a 18 mesi di persone che non hanno commesso reati, che sono scappate dalla povertà alla ricerca di un futuro e non hanno trovato le vie legali all’immigrazione. Non e’ vero che allungando il tempo del trattenimento si rendono più efficaci le espulsioni, è vero il contrario. Il rimpatrio infatti avviene quando i paesi di provenienza collaborano. Senza collaborazione possono essere trattenute anche per anni – e prosegue – Questa norma stravolge la direttiva europea che mette al centro il ritorno volontario della persona entrata nel nostro paese illegalmente e prevede il trattenimento nei Cie il tempo strettamente necessario per l’identificazione della persona e comunque solo se non possono essere efficacemente applicate altre misure meno coercitive (…)  Non e’ un caso che Maroni chiuda i Cie alla visita di giornalisti, parlamentari e associazioni “. Giorgio Conte, vicepresidente dei Deputati di Fli afferma: “Anche questo provvedimento sul modello dualistico immigrazione-sicurezza conferma una strategia di marketing politico, non certo finalizzata a ripristinare l’ordine, quanto piuttosto a lucrare sul disordine”.
“Sui temi dell’immigrazione governo e parlamento continuano a fare danni adottando l’ennesimo atto grave” è infine il giudizio della Cgil, “invece di ratificare in forma coerente e organica la direttiva europea, si producono ulteriori norme vessatorie e confuse (…) che non faranno che moltiplicare il contenzioso giuridico con l’Europa e con la Magistratura, a spese dell’erario e dei diritti degli immigrati”.

Annarita Favilla