Alfonso Papa sospeso dalla magistratura

Alfonso Papa
ALFONSO PAPA SOSPESO DA CSM – Dopo il contrastato via libera di ieri della Giunta per le autorizzazioni della Camera all’arresto per il deputato del Pdl e magistrato in aspettativa Alfonso Papa, oggi arriva la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura che lo sospende dalle funzioni e dallo stipendio di magistrato.

La decisione è stata presa in via cautelativa dalla Prima Sezione disciplinare del Csm, in attesa dell’esito del giudizio penale per cui è stato chiesto l’arresto del magistrato e deputato del Pdl.

Al momento, Papa non percepiva lo stipendio da magistrato, perché in aspettativa, ma lo avrebbe percepito di nuovo nel caso si fosse dimesso da parlamentare e fosse tornato al suo lavoro di magistrato. Ora, nel caso di dimissioni dalla carica di deputato, non potrà né lavorare come magistrato né prendere lo stipendio relativo.

Alfonso Papa aveva dichiarato di essere pronto a dimettersi se glielo avesse chiesto il suo partito, il Pdl.

In caso di dimissioni Papa finirebbe in carcere, vista la richiesta di arresto da parte del Gip di Napoli. In un’intervista a Repubblica ha detto: “Sarà una scelta del Pdl e della Camera”. Sulla richiesta di arresto, infatti, dovrà esprimersi il 20 luglio prossimo l’Aula di Montecitorio, con voto segreto.

Alfonso Papa si dice sereno e confida nella giustizia: “Sono sicuro che la verità verrà a galla. La mia coscienza è assolutamente pulita”, ha affermato.

Ieri, la Giunta per le autorizzazioni della Camera, presieduta dal deputato del Pd Pierluigi Castagnetti, ha autorizzato l’arresto del deputato del Pdl, chiesto dal Gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Ha votato sì all’arresto l’opposizione (Partito democratico, Italia del Valori, Fli e Udc), la Lega si è astenuta, mentre i rappresentanti del Pdl hanno abbandonato la seduta della Giunta.

La Lega ha già detto che non difenderà Alfonso Papa il 20 luglio alla Camera, quando si terrà il voto decisivo dell’Aula sulla richiesta di arresto. Umberto Bossi ha tuonato: “In galera!”

Allarmato, invece, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo cui “la carcerazione preventiva per un parlamentare sarebbe un gravissimo precedente che non deve verificarsi”.

Redazione