Scandalo immigrazione in Svezia: centinaia di cinesi entrati con permessi falsi

SCANDALO IMMIGRAZIONE IN SVEZIA – Uno stratagemma illegale che sfrutta le leggi sull’immigrazione, e centinaia di stranieri che entrano in territorio svedese senza averne diritto: duecento cittadini cinesi avrebbero pagato per ottenere permessi di lavoro non validi. Ora rischiano di essere espulsi insieme alle loro famiglie.

Un cittadino cinese ha sfruttato la modifica della legge sull’immigrazione approvata nel 2008, che ha reso un po’ più semplice l’ingresso in Svezia. Con la complicità di uno studio legale svedese, l’uomo ha venduto permessi di lavoro. Ma le aziende che assumevano gli stranieri in realtà non esistevano.

Al quotidiano Svenska Dagbladet, una delle vittime ha raccontato di aver pagato 300mila corone, oltre 30mila euro, per sottoscrivere quello cha scoperto poi essere un falso accordo con una falsa società.

Lo Stockholm News lo definisce un vero e proprio ‘scandalo’. L’ufficio per l’immigrazione ha cominciato a sospettare qualcosa lo scorso inverno. È bastato fare dei controlli a campione per scoprire che la stragrande maggioranza delle aziende che assumevano gli stranieri in realtà non esistevano. Coinvolti sarebbero anche molti siti web cinesi, che promettevano di mettere in piedi false aziende in Svezia per consentire ai loro connazionali di ottenere nel paese scandinavo un permesso di lavoro. Lo studio legale svedese nega qualunque addebito, ma gli inquirenti sono sicuri: per ogni falsa pratica, lo studio incassava anche tra le 60mila e le 80 mila corone, tra i 6500 e gli 8500 euro.

Antonio Scafati