Omicidio Melania: Parolisi chiede carta e penna. Gennaro Rea lancia appello a Ludovica

OMICIDIO MELANIA – Salvatore Parolisi, rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto da quattro giorni per l’uccisione della moglie Melania Rea, ha deciso di non rispondere alle domande del gip Carlo Calvaresi, ma ieri ha chiesto carta e penna per ribattere punto per punto le accuse mossegli dalla procura di Ascoli. A dispetto di quanti pensavano che il caporal maggiore fosse sull’orlo di una crisi di nervi e che fosse sul punto di confessare. Al momento resta in isolamento, ma il giudice ha già autorizzato incontri con il fratello, le sorelle e un cognato che andranno a fargli visita nel carcere ascolano che non dovrebbe mutare, nonostante gli atti dell’inchiesta stiano per essere trasferiti alla procura di Teramo. E nella sede del Riesame a L’Aquila Parolisi si difenderà dalle accuse, come anticipato dal suo legale Valter Biscotti.

Intanto ieri il padre di Melania, Gennaro Rea, ha lanciato un appello all’amante di Salvatore, Ludovica Perrone, affinchè dica la verità: “Io voglio ribadire a Ludovica di uscire allo scoperto, vorrei sapere se ha il coraggio di dire che Valentina, l’amica di mia figlia, ha detto il falso riguardo le minacce telefoniche che Melania le aveva fatto. Io da padre sono molto rammaricato per questa signorina, e credo che tutto ruoti attorno al tradimento di Salvatore sfociato poi in questo orrendo omicidio”.

Per quel che riguarda l’affidamento della piccola Vittoria bisognerà attendere qualche giorno, prima che arrivi risposta all’istanza presentata dall’avvocato della famiglia Rea, sulla richiesta di affidamento della loro nipotina. “Abbiamo chiesto l’affidamento temporaneo della piccola – ha spiegato Gennaro Rea ai microfoni di ‘Pomeriggio Cinque’ – perchè dovevamo tutelarla. Lei quando vuole ha anche gli altri nonni, gli zii e chiunque di loro può venire da Vittoria. La bimba sta bene, è tranquilla e noi cerchiamo di mantenerla così”.

L.C.