Divorzio Pdl-Lega, Cicchitto: bisogna ristabilire rapporto. Nessuna alternativa

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl

PDL-LEGA CICCHITTO – Pdl e Lega rimarranno uniti. Con il Carroccio “si pone un problema di confronto politico più forte che in passato, il patto di alleanza ha avuto un vulnus. Ma io sono fra quelli che lavorano perche si ristabilisca un rapporto forte tra il Pdl e la Lega perché non vedo alternative ne’ per noi ne’ per loro“. Queste le parole che il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha rilasciato a ‘Libero’, il quale è intervenuto circa l’alone di tensione che da settimane aleggia sul rapporto tra i due gruppi politici. Partiti che per anni sono stati uniti ma che ora, in seguito alla batosta delle amministrative, del referendum e allo scontro circa lo spostamento dei ministeri al Nord, si trovano a dover sorreggere un vaso riempito fino all’orlo.

L’analisi esposta dall’esponente Pdl sembra semplice anche se ha lasciato trasparire giochi interni. Ad esempio la figura di Bossi è fuori discussione, ha spiegato Cicchitto, ponendo tuttavia i puntini sulle i parlando di “un’intensa dialettica interna” che lo vede oggetto di dibattito. Il portavoce di tale discussioni sarebbe il ministro Roberto Maroni che a detta dell’esponente Pdl non sembra voglia essere amico del Pd. “Non mi sembra abbia alcuna intenzione di fare la costola della sinistra. Il rapporto fra Pdl e Lega è sicuramente difficile e complicato, ma non credo che il Carroccio riesca a realizzare un’intesa politica seria con il Pd“. Nonostante ciò, ha continuato Cicchitto, “non mi sembra che la Lega abbia alcun interesse a far cadere il governo, si andrebbe solo verso il buio”. Con queste parole il capogruppo si è riferito alla possibilità che presto la maggioranza possa essere costituita da Maroni, Alfano e Casini: soluzione definita assurda.

Nel discorso è finito anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano. “Ci troviamo di fronte – ha sottolineato l’esponente Pdl – a un Capo dello Stato che esercita un livello assai elevato di interventismo. L’ispirazione dei suoi interventi è però diversa da quella di Scalfaro e Ciampi perché essi, specie il primo, erano schierati a senso unico. Napolitano, quasi sempre, si colloca su una posizione autonoma rispetto agli opposti schieramenti“.

Il caso Papa è stato uno di quelli che ha visto il classico ‘buon viso a cattivo gioco’. Infatti sono stati in numerosi a tramare contro il Governo, persino gli alleati. “Il gioco di molti era strumentale: la sinistra, l’Udc e parte della Lega erano convinti che alla fine Papa sarebbe stato salvato ed erano pronti a rovesciare contro il Pdl l’accusa di omertà della casta. Però, di fronte all’esito del voto, la perdita della libertà di un parlamentare ha creato uno shock da tutte le parti“, ha concluso.

Luca Bagaglini