Indro Montanelli, il 22 luglio è ricorso il decennale della scomparsa

Indro Montanelli

DECENNALE DELLA MORTE DI MONTANELLI – Non solo giornalista: storico, scrittore, cronista della storia italiana, per molti il più grande personaggio italiano della carta stampata, sicuramente il più popolare. La sua scomparsa il 22 luglio del 2001, pose fine a oltre 65 anni di attività. L’esordio giovanissimo, poco più che ventenne scrisse un’articolo su Byron, scrittore e politico inglese. Reporter della seconda  guerra mondiale, la sua corrispondenza anche da Berlino narrò le intenzioni bellicose di Hitler ( che incontrò personalmente), ai danni di Francia e Germania.

Tra le sue “perle”, le impressioni di Charles de Gaulle, Winston Churchill, Giovanni XXIII e Luigi Einaudi. Ha collaborato con riviste italiane prestigiose come  La Stampa, Il Corriere della Sera e il Messaggero. Era un fautore del minimalismo, secondo lui uno scritto doveva essere compreso da tutti. Nel ’73 Se ne andò sbattendo la porta dal Corriere della Sera, non apprezzando  più l’ideologia che stava ruotando attorno al quotidiano, in seguito fondò una testata giornalistica, (Il Giornale Nuovo), di cui assunse il ruolo di direttore.

Per la crescita del quotidiano si avvalse dell’appoggio di Silvio Berlusconi, all’epoca ancora nel campo delle costruzioni. Tuttavia il sodalizio si interruppe bruscamente quando l’attuale Presidente del Consiglio gli chiese di appoggiarlo nella sua futura carriera politica. Altri due episodi da citare nella sua vita, sono il suo ferimento avvenuto nel ’77 per mano delle Brigate Rosse e, la cena avuta con Giovanni Paolo II.

Il Comune di Milano ha dedicato ad Indro Montanelli una statua nei giardini pubblici a lui intestati.

Marco Galluzzi