Antonio Di Pietro: Pd, Idv e Sel insieme alle elezioni. Il Terzo Polo arriverà

ANTONIO DI PIETRO – Antonio Di Pietro, leader di Idv, partecipa ad un’iniziativa del Partito Democratico su ‘Alternativa e ricostruzione’ e traccia il suo disegno politico, il quale prevede elezioni anticipate il prima possibile e un’alleanza formata da Idv, Pd e Sel, cui si aggiungerà il Terzo Polo in un secondo momento. “Per noi dell’Idv – ha commentato l’ex pm Di Pietro – è necessaria un’alternativa per la ricostruzione per questo paese che va ricostruito dalle fondamenta della legalità, della gestione della cosa pubblica e della costruzione della classe dirigente”. Un’alternativa politica in cui non compaiano candidati pregiudicati o rinviati a giudizio. “L’Idv è passata dal fare opposizione a lavorare per costruire l’alternativa e in quest’ottica la matematica non è un’opinione”, commenta Di Pietro che conta anche sullìappoggio del Terzo Polo di Casini, Fini e Rutelli nel dopo elezioni.

Insieme a lui sul palco romano era presente Giuseppe Fioroni del Pd in accordo con l’ex magistrato su molti punti di programma: “Il dopo Berlusconi non lo stiamo studiando solo noi, lo studia anche il centrodestra e non vorrei che per l’incapacità della nostra classe dirigente di mandarlo a casa il terzo polo se ne vada con loro e noi rimanessimo da soli. Non vorrei poi che tra di noi ci fosse qualcuno che si sente orfano di Berlusconi e pensi che sia meglio tenerlo in piedi per potersi fare un altro giro di giostra. La nostra classe dirigente – ha ammonito Fioroni –  deve mandare a casa Berlusconi e lo deve fare all’interno del Parlamento, altrimenti ci sarà una lenta agonia fino al 2013″.

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» dice Di Pietro convinto che si possa vincere, «se l’opposizione dà una prospettiva di buon governo, perchè la mala politica interessa tutta la politica». Ma la corsa alle elezioni non convince l’esponente del Pd, Giuseppe Fioroni che loda invece la svolta ‘moderatà dell’Idv anche sulla questione morale. «Berlusconi non è ora il problema dell’Italia, ma una aggravante: la situazione è grave e non possiamo fare finta che non ci siano problemi altrimenti rischiamo di finire come la Grecia che è finita dove è finita perchè non ha risolto i problemi che doveva risolvere nonostante le elezioni. Andare al voto sarebbe forse carburante buono per il centrosinistra ma non per l’Italia» dice l’esponente dell’area Modem del Pd che avverte: «possiamo anche andare al voto ma il dopo-Berlusconi non lo sta studiando solo il centrosinistra. Non vorrei che fossimo noi i primi a sentirci orfani di Berlusconi..». Per Fioroni, non è affatto detto che il terzo polo seguirà il centro-sinistra mentre è necessario che l’attuale gruppo dirigente riprenda il suo orgoglio «mettendo l’Italia in primo piano e sfidando Berlusconi, facendo l’interesse dell’Italia»