Spread in picchiata: 344 punti, il livello più basso da settembre 2011

CALO SPREAD – Lo spread, il differenziale di rendimento tra titoli di stato italiani (Btp) e tedeschi (Bund) a dieci anni, ha iniziato già da qualche settimana la sua discesa, facendo tirare un sospiro di sollievo al nostro Paese, poiché più basso è il suo livello e meno oneroso è il rimborso dei titoli obbligazionari emessi dal Tesoro. Un livello troppo alto dei tassi di interesse dei titoli di stato è molto rischioso, perché può portare un Paese a non avere denaro a sufficienza per ripagare il prestito ricevuto (rimborsare i titoli) e dunque fallire (andare in default). L’Italia nei mesi scorsi si è pericolosamente avvicinata a questo rischio, quando lo spread è andato alle stelle, soprattutto nei giorni della crisi del governo di Silvio Berlusconi, con punte che hanno toccato i 570 punti.

Con il mandato del nuovo governo tecnico presieduto da Mario Monti la situazione ha iniziato a migliorare, seppur lentamente e tra alti e bassi, dovuti anche alle turbolenze sui mercati finanziari e alle incertezze provocate dalla crisi dell’Euro. Da inizio 2012 i tassi di interesse dei Btp hanno cominciato a scendere con maggior decisione, e i pochi balzi in avanti sono stati provocati per lo più dai timori attinenti alla crisi greca. E proprio oggi, in cui finalmente è stato raggiunto l’atteso accordo sulle riforme chieste dalla troika per il nuovo piano di aiuti alla Grecia da 130 miliardi di euro (che ne scongiura così il default  l’uscita dalla moneta unica europea), lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è sceso velocemente. Dopo un’apertura intorno ai 361 punti, oggi lo spread è diminuito fino a 344,6 punti, toccando livelli che non si vedevano dal settembre 2011. Il rendimento dei Btp a dieci anni scende al 5,46%.

Valeria Bellagamba

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