Turchia: uccise dalle autorità di polizia 15 militanti curde

TURCHIA: MORTE 15 CURDE – Non si seda il conflitto che da anni interessa le regioni della Turchia orientale e che vede contrapporsi la popolazione curda, la quale reclama autonomia e autogoverno, e le autorità governative turche. Secondo le notizie giunte oggi, 15 donne affiliate al Pkk, l’organizzazione politica che riunisce i militanti che si battono per l’indipendenza del popolo curdo ed inseguono come obiettivo quello della costruzione di uno stato sovrano, sono rimaste uccise nel corso di alcuni combattimenti con le forze di polizia ufficiali della Turchia.

Il fatto è avvenuto a Celtiki, una località del distretto di Bitlis e le notizie giunte agli organi di stampa internazionale sono state diffuse dal Ministero degli Interni turco.

La lotta armata del popolo curdo e la costituzione del Pkk risalgono all’inizio degli anni 70 e si consolidò nei primi anni 80, periodo storico in cui la Turchia fu interessata da un colpo di stato con il quale si instaurò un governo militare. La forte repressione che i militari esercitarono su tutti i partiti politici oppositori, Pkk compreso, portò l’organizzazione politica a decidere di intraprendere la via della lotta armata.

In Turchia le pratiche di tortura e di repressione contro i cosiddetti oppositori politici curdi sono largamente diffuse e in gran parte consentite dalla legge. Tutto questo nonostante il Paese abbia sottoscritto, al fine di avviare le pratiche per integrarsi nell’UE, la Convenzione dell’ONU e del Consiglio Europeo contro la tortura.

Il conflitto con i curdi ha causato negli anni moltissime vittime – si parla di circa 40.000 – e non sembra ancora arrivare a una soluzione.

 

Redazione online