Rossella Urru libera, il ritorno in Italia. “Voglio tornare in Africa al più presto”

Rosella Urru tra i due cooperanti spagnoli (Getty Images)

 

 

ROSSELLA URRU LIBERA – Il momento tanto sognato da milioni di italiani in questi ultimi 270 giorni è finalmente arrivato: Rossella Urru intorno alle 21:10 di ieri è atterrata all’aeroporto di Ciampino con un Falcon 900 della Presidenza del Consiglio, accompagnata dal Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina Claudio Taffuri. Sulla pista d’atterraggio, oltre ai familiari e a Mario Monti, erano presenti i ministri Giulio Terzi di Sant’Agata e Andrea Riccardi.

Le prime parole della cooperante sarda sono state di rassicurazione e ringraziamento: ” Sto bene e voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato per la mia liberazione. Paura? Ovviamente qualche volta c’è stata, è capitato, ma sono stata trattata bene. Voglio comunque tornare a lavorare nella cooperazione”. Ed ha poi aggiunto: “E’ un lavoro difficile, ho rischiato in prima persona ma spero di tornare in Africa al più presto”.

Mario Monti è sembrato quasi commosso nel ricevere Rossella Urru: “Mai benvenuto è stato dato con tanto calore, con tanta gioia”. “I suoi famigliari – ha aggiunto il premier – hanno avuto una forza straordinaria, l’Italia e la Sardegna in primo luogo hanno manifestato grande affetto e grande palpitazione per lei”. Poi i ringraziamenti. Agli “organi dello Stato per essersi prodigati così efficacemente”. Grande felicità anche da parte del ministro Terzi che su Twitter ieri ha postato: “Rossella sta bene, le ho parlato per telefono ed è stata una grande emozione”. Poi in serata l’epilogo di una brutta avventura: “Le ho stretto la mano e l’ho vista riunita alla famiglia. Un bel momento”.

Secondo uno dei mediatori per liberare Rossella e gli altri due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons, sono stati liberati dietro pagamento di un riscatto di 15 milioni di euro per tutti e tre e la scarcerazione di alcuni militanti islamici. Il denaro è stato trasferito all’emiro Abdul Hakim a Gao, nel nord del Mali, nell’Azawad, quel territorio in cui i radicali islamici di Aqmi, tuareg e non solo, pochi mesi fa, hanno proclamato l’indipendenza.

L’agenzia mauritana Ani (Agenzia d’informazione Nouakchott) ha riportato che nella notte tra martedì e mercoledì le autorità mauritane hanno trasferito il prigioniero Mamne Ould Oufkir, ritenuto uno dei responsabili del rapimento dei tre cooperanti. Lo scambio con Oufkir, uno dei membri del Movimento per l’unione e la Jihad in Africa occidentale, era una delle condizioni base per il rilascio dei tre volontari europei. Ma ora è il momento della festa…

 

Redazione

 

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