Legge elettorale, Antonio Di Pietro: “Se resta il Porcellum rischiamo il Monti-bis”

Antonio Di Pietro (Getty Images)

 

 

LEGGE ELETTORALE – La nuova legge elettorale rischia di destabilizzare l’intero Parlamento se entro l’autunno non sarà trovata una soluzione accetta dai partiti di maggioranza. Mentre il Pd annuncia che l’accordo è a portata di mano, il Pdl frena e critica gli “annunci intempestivi che rischiano solo di complicare le cose”. Fatto sta che il percorso parlamentare sarà intrapreso il prossimo mercoledì e l’accordo sembra basarsi su un premio di maggioranza al partito (come voleva il Pdl) e collegi (come voleva il Pd). Ma schermaglie, tatticismi, giochi di ruolo e di posizione si moltiplicano, complicando schema e variabili. Ad esempio resta l’incognita sul premio di maggioranza, che il Pd vorrebbe al 15%, mentre il Pdl al 10 o 12%. In caso di mancato accordo si andrà a votare con il Porcellum.

Ma quest’ultima ipotesi manda su tutte le furie il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: “Ho già detto e lo ripeto che cambiare il porcellum prima delle prossime elezioni è un dovere a cui questo Parlamento non può venire meno. Ma ho anche detto – prosegue l’ex pm -, e ripeto anche questo, che la nuova legge elettorale deve essere migliore e non peggiore della porcata di Calderoli, sennò si finisce dalla padella nella brace”.

Il timore di Di Pietro è che si voglia fare in modo che una vera maggioranza non esca dalle urne, in modo da rendere inevitabile un Governo Monti bis, appoggiato da un’assurda coalizione di partiti e ben visto dall’Ue: “Questo è il pacchetto che vogliono far passare, zitti zitti, alla faccia della democrazia e del diritto dei cittadini a scegliere da chi vogliono essere governati e per fare che cosa”.

 

L.C.

 

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