Funerali di Pino Rauti: insulti, fischi e spintoni per Gianfranco Fini

Gianfranco Fini (Getty Images)

La sua presenza ai funerali di Pino Rauti, l’ex segretario del Msi, la cui vita politica è stata sempre segnata dal profondo dissenso nei confronti della linea di Giorgio Almirante, non è stata particolarmente gradita. Per questo motivo, la presenza nella Basilica di San Marco, a Roma, del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stata accolta da una bordata di fischi, insulti e spintoni.

Nonostante le contestazioni, Fini si è accomodato tra le prime file, al fianco dell’onorevole Alfredo Mantovano, anche lui ex Alleanza Nazionale, protetto dalle sue guardie del corpo.
Solo l’invito alla calma di Isabella Rauti, figlio del defunto leader della destra italiana e moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha riportato la situazione alla normalità.

Diverse le reazioni alla presenza di Fini; per Francesco Storace, segretario nazionale de “La Destra”, il presidente della Camera “ha sbagliato e di grosso. Su di lui si è scatenato il rancore di persone e comunità diverse che si ritrovavano nel lutto per un capo che se ne va in un mondo sempre più disperso e principalmente a causa sua”. Sulla falsariga di Storace anche Daniela Santanché, che si affida a Twitter: “Fini, che vergogna presentarsi al funerale di una sua vittima”.

Di parere opposto, Fabio Granata, esponente di Futuro e libertà: “Fini ha reso omaggio a un personaggio che fa parte della nostra storia. Lo ha fatto a viso aperto, senza ricorrere ad alcun cerimoniale e affrontando le contestazioni. L’unico ad astenersi dal parlare dovrebbe essere proprio Storace”.

La salma di Pino Rauti è stata accolta da tanti saluti romani e dagli slogan “Camerata Pino Rauti presente” e “Boia chi molla è il grido di battaglia”. Moltissimi i giovani e giovanissimi che hanno presenziato al rito funebre.

 

Redazione