Moschea per gay a Parigi, si scatena la polemica nel mondo islamico

La Grande Moschea di Parigi (Getty Images)
Sarà Ludovic Mohamed Zahed, 35enne francese di origine algerina, già balzato agli onori della cronaca per aver contratto, a marzo di quest’anno, un matrimonio omosessuale con cerimonia islamica, ad inaugurare la prima moschea per gay a Parigi, il prossimo 30 novembre. L’iniziativa è destinata a creare non poche polemiche nel mondo islamico, anche in virtù del fatto che Zahed ed il suo consorte hanno già ricevuto molte minacce per la scelta di sposarsi.

Ma Zahed non ci sta e si sfoga così sul quotidiano turco “Hurriyet”: “Le donne nelle moschee si coprono con il hijab e siedono dietro agli uomini. Noi abbiamo paura di essere molestati, sia verbalmente che fisicamente e per questo dopo il mio rientro dal pellegrinaggio ho deciso di aprire una moschea dove solo gli omosessuali possono pregare”. Zahed non si limita a chiedere uno spazio per pregare, e ribadisce di essere convinto “che se il profeta Maometto fosse vivo unirebbe in matrimonio coppie di omosessuali”, ponendosi questo come obiettivo da perseguire all’interno della sua moschea.

La battaglia del giovane franco-algerino a favore dei diritti degli omosessuali di religione islamica si è concretizzata in altre iniziative: ha infatti fondato due organizzazioni non governative per rendere giustizia agli omosessuali e per la lotta all’Aids; è inoltre autore del saggio “Le Coran et la chair”, nel quale ripercorre il proprio cammino spirituale.
La notizia ha avuto molta risonanza anche in Italia e sulla questione è intervenuto Yasin Gentile, imam della Moschea di Piazza Mercato a Napoli: “Nel Corano si legge che l’uomo si lega alla donna e va ad abitare presso di lei e si racconta che Abramo rimproverò alcuni uomini attratti dalla bellezza degli angeli. Inoltre si definisce come atto di peccato l’unione tra due persone dello stesso sesso, su questo punto c’è concordia tra le religioni monoteiste”.

Redazione Online