Siria via libera a tutela internazionale su arsenale chimico

Una strada di Damasco (Getty Images)

La situazione internazionale sulla questione siriana sembra giungere ad una svolta in merito all’impiego delle armi chimiche.

Dopo l’intervento di ieri del segretario dell’Onu Ban Ki Moon che ha ribadito la necessità di una soluzione politica in Siria e di bloccare l’uso delle armi chimiche, favorendone la distruzione, i paesi che hanno sostenuto fino ad oggi un intervento militare in Siria, come Francia e Usa, avrebbero espresso un parere concorde sulle nuove linee dell’Onu ponendo tuttavia delle esplicite richieste sulla tutela internazionale delle armi chimiche in Siria.

“La proposta di mettere le armi chimiche siriane sotto controllo internazionale non è una iniziativa del tutto russa ma deriva dai nostri contatti con i colleghi americani e dalla dichiarazione fatta ieri da Kerry”, è quanto avrebbe affermato il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, nell’ambito di una conferenza stampa a Mosca.

Una soluzione che potrebbe smorzare il timore di un intervento militare e in parte la tensione diplomatica favorendo il dialogo e la trattativa come è emerso dall’incontro tra il ministro degli esteri russo e quello siriano avvenuto ieri a Mosca.

Il ministro degli Esteri siriano, Walid al Muallim, avrebbe affermato che la Siria ha accettato di mettere sotto controllo internazionale il suo arsenale chimico. E’ quanto hanno riferito i media siriani.

Come sottolinea Rai News, la proposta avanzata dalla Russia dividerebbe gli schieramenti in tre categorie: gli entusiasti, come la Siria che ha dichiarato di aver accettato il controllo dei suoi insediamenti militari, i possibilisti come gli Stati Uniti che hanno dichiarato che potrebbe essere una “svolta possibile” e infine coloro che pensano che non sia una proposta seria e realizzabile, tesi sostenuta dai paesi della coalizione dell’opposizione siriana, come Turchia, che credono che sia una manovra del regime per prendere tempo.

FRANCIA
In merito alla proposta avanzata dalla Russia e dall’Onu, la Francia, da parte sua, ha annunciato di presentare una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu per chiedere alla Siria di “fare luce” sul suo arsenale di armi chimiche. Infatti, secondo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius questo documento vincolerebbe la Siria a conseguenze “estremamente serie” nel caso in cui la Siria violasse le condizioni poste dalla risoluzione.
Nel testo che sarà presentato dalla Francia, Fabius ha evidenziato che sarà richiesta una completa ispezione di tutte le strutture siriane utilizzate per lo stoccaggio dell’arsenale chimico. Fabius sottolinea di non volere che la proposta “possa essere utilizzata come manovra diversiva“.

UNIONE EUROPEA
Michael Mann il portavoce dell’Alto rappresentante Catherine Ashton avrebbe fatto sapere l’Unione Europea sta valutando la proposta di mettere le armi chimiche siriane sotto controllo internazionale: “Stiamo studiando la proposta con interesse. Diamo il benvenuto a qualsiasi proposta che ci aiuti a ridurre la violenza in Siria e metta fuori uso le armi chimiche”, ha dichiarato Mann sottolineando che è “vitale che la proposta sia considerata seriamente da tutte le parti”.

USA
Distensione anche da parte degli Stati Uniti dove è stato rinviato il voto al Congresso americano sull’intervento militare. Infatti, il presidente Barack Obama ha dichiarato che il piano di controllo sulle armi chimiche sia “uno sviluppo positivo”.
“Si confronterà con i russi e la comunità internazionale per vedere se si può arrivare a qualcosa di serio e verificabile”, ha poi spiegato Obama che ha salutato favorevolmente anche il fatto che paesi che stanno appoggiando il regime, come Cina e Russia, abbiano riconosciuto che lo scorso 21 agosto scorso “c’è stata una violazione e questo rappresenta un problema”.
Obama ha poi sottolineato di voler “essere certo che la norma contro l’uso delle armi chimiche sia rispettata. Questo è il nostro interesse nazionale. Se possiamo farlo senza un attacco militar questo è un modo assolutamente preferito. Fidarsi non è abbastanza, dobbiamo verificare. L’importante è che la comunità internazionale possa realmente fidarsi del fatto che l’arsenale chimico siriano, uno dei più grandi al mondo, sia realmente sotto controllo”, avrebbe concluso Obama.

CINA E TEHERAN
Intanto la portavoce del ministero degli Affari Esteri iraniano, Marzieh Afgham, ha detto oggi che l’Iran “accoglie con favore” l’iniziativa di Mosca. Anche, Hong Lei, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha detto che la Cina si rallegra e sostiene la proposta russa.

Redazione