Siria, incontro costruttivo tra Kerry e Lavrov. Sospetti spostamenti di arsenali chimici nel paese

Incontro a Ginevra tra Ministro degli esteri russo Sergey Lavrov e John Kerry, Segretario di Stato Usa (Getty images)

Gli ultimi risvolti della questione siriana rimbalzano nelle prime pagine del quotidiano americano New York Times che questa mattina ha pubblicato un articolo in cui rivela che la Siria stia cercando di complicare il controllo delle armi chimiche nei suoi arsenali con un’operazione in cui il regime starebbe distribuendo il suo arsenale chimico su una cinquantina di siti differenti.

Secondo il quotidiano, alcuni funzionari degli Stati Uniti, sotto anonimato, avrebbero affermato che un’unità militare specializzata siriana, l’unità 450, sarebbe stata impegnata nello spostamento di un arsenale chimico di oltre un migliaio di tonnellate. Le operazioni sarebbero state avviate già da qualche mese e avrebbero proseguito fino alla scorsa settimana: “Oggi sappiamo molto meno sulla localizzazione delle armi chimiche rispetto a quanto ne sapevamo sei mesi fa”, ha spiegato una fonte.

INCONTRO GINEVRA
La notizia s’inserisce in uno scenario già complicato di per sé sul piano internazionale in cui sono in corso delle trattative per delineare una risoluzione Onu con lo scopo di evitare un intervento militare nel paese.
Infatti, questa mattina si è tenuto l’incontro a Ginevra tra il Segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghey Lavrov per discutere di una possibile soluzione della crisi siriana riguardo all’impiego delle armi chimiche. Insieme ai due ministri degli Esteri di Stati Uniti e Russia, erano presenti anche un rappresentante della Siria e l’inviato all’ONU della Lega Araba.

Un incontro definito “utile e costruttivo” al quale seguirà un appuntamento a New York fissato per il 28 settembre a New York al margine dell’assemblea generale Usa per fissare la data di “Ginevra 2” riunione in cui dovranno essere stabiliti le modalità e i tempi per la messa in sicurezza delle armi chimiche siriane.

PROPOSTA CONTROLLO ARMI CHIMICHE
Sul piano internazionale la proposta avanzata dalla Russia di mettere sotto controllo le armi chimiche in Siria sembra aver incontrato una larga maggioranza di consensi tra i paesi membri del Consiglio di Sicurezza.
Francia, Regno Unito e Stati Uniti avrebbero infatti presentato una nuova bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che sarà discussa solo al termine degli incontri di Ginevra. Kerry avrebbe affermato che l’accordo dovrà essere “globale”, “verificabile”, “credibile” e “in grado di essere attuato in maniera tempestiva”.

Intanto, dopo aver annunciato di accettare il controllo sulle armi chimiche, second quanto riporta La Repubblica.it, l’inviato siriano alle Nazioni Unite avrebbe confermato che la Siria ha presentato tutta la documentazione per diventare parte del trattato contro le armi chimiche (Opac), in quanto la Siria è uno dei cinque paesi del mondo non firmatari della Convenzione del 1992 che mette al bando l’uso, la produzione e l’accumulazione di armi chimiche.

PROBLEMATICHE
Uno scenario dal quale tuttavia trapelano non poche problematiche. Tra queste, come evidenzia ilpost.it, vi sarebbe la scarsa conoscenza dell’ampiezza e della localizzazione dell’arsenale chimico della Siria. Ma anche il fatto che i ribelli siriani hanno rifiutato la proposta del controllo delle armi chimiche. E’ quanto ha dichiarato ieri il leader dell’Esercito Libero Siriano, che ha definito la proposta della Russia come un’espediente teso a far “guadagnare tempo” ad Assad.

Infine, permane l’incertezza su chi abbia impiegato le armi chimiche: il presidente russo Vladimir Putin sostiene che siano stati i ribelli ad impiegare le sostanze chimiche mentre Francia e Usa sostengono che siano state le truppe del regime di Bashar Al Assad.

RAPPORTO ONU
Quest’ultimo nodo da districare sulla questione siriana, come sottolinea il Giornale.it poteva essere risolto dal tanto atteso rapporto degli ispettori inviati dall’Onu in Siria per verificare se siano state impiegate armi chimiche e chi le abbia impiegate.
Infatti come riporta il giornale.it, le anticipazioni sul rapporto che sarà presentato lunedì prossimo, evidenziano che nel testo si sostiene che i gas letali sarebbero stati usati “prevalentemente” dalle forze legate al regime. Una dicitura che non permetterebbe di determinare le colpe.
Inoltre, il rapporto avrebbe preso in considerazione un periodo che finisce il 15 luglio, ovvero: un mese prima della strage del 21 agosto per cui il regime è sotto accusa.

Redazione