Costa Concordia, torna la speranza di recuperare gli ultimi due dispersi

Il relitto della Costa Concordia (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Dovrebbero iniziare lunedì le operazioni di sollevamento della nave da crociera Costa Concordia, inclinata davanti alle coste dell’Isola del Giglio dalla notte del 13 gennaio 2012, quando naufragò dopo l’urto con uno scoglio. Le operazioni potrebbero consentire il recupero dei corpi degli ultimi due dispersi del naufragio, Russell Rebello, il cameriere indiano morto mentre cercava di aiutare gli altri passeggeri, e Maria Grazia Trecarichi, risucchiata dalle acque del mare dopo aver ceduto il proprio posto sulla scialuppa di salvataggio alla figlia 17enne.

Secondo quanto affermato al quotidiano ‘Il Tirreno’ dal comandante dei vigili del fuoco di Grosseto Ennio Aquilino, direttore tecnico delle operazioni di recupero, le due salme “potrebbero essere rimaste incastrate tra le lamiere e il fondale” e “non li ritroveremo finché non sarà sollevata la Concordia”. A scandagliare il fondale saranno i robotini subacquei chiamati Rov, ha aggiunto Aquilino: “I sommozzatori invece dovranno aspettare che la nave sia stabilizzata. Non possiamo mettere a repentaglio altre vite, ne abbiamo già perse troppe in questo disastro”.

Dovrebbe essere il mare stesso a restituire a galla i due dispersi appena sarà mossa la nave, secondo Aquilino, che ha concluso: “Bisogna vedere però le loro condizioni perché venti mesi in mare sono davvero lunghi. Se sono davvero tra lo scafo e lo scoglio, le possibilità di trovarli in buone condizioni potrebbero aumentare”.

Redazione online