Ilda Boccassini: “Inaccettabile l’uso della toga per altri scopi”

Ilda Boccassini (Getty Images)

Intervenendo ieri a Milano alla presentazione del saggio “L’onere della Toga”, di Lionello Mancini, il noto pm del Tribunale meneghino Ilda Boccassini, pubblica accusa nei processi contro Silvio Berlusconi, ha sostenuto: “Non è una patologia della magistratura, ma ci sono dei pubblici ministeri che hanno usato il loro lavoro per altro”. Il riferimento del magistrato sembra essere diretto, tra gli altri, ad Antonio Ingroia, Antonio Di Pietro e a tanti magistrati che dopo aver abbandonato la toga hanno intrapreso una carriera politica militante.

Ha spiegato la Boccassini: “Parlare di supplenza di alcune procure è un termine sbagliato. Non è una patologia diffusa della magistratura. Se avessi avuto l’impressione di una patologia avrei avuto la forza di tirami indietro. Negli ultimi vent’anni c’è stato uno scontro tra mass media, magistratura e politica. Uno stato di conflittualità talmente alta che ha impedito una riflessione anche all’interno della categoria professionale. È mancata un’autocritica che la categoria doveva fare e non ha fatto, dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

La nota pm ha poi ricordato: “Io durante Tangentopoli, stavo in Sicilia. Noi vivevano in hotel ‘bunkerizzati’, con i sacchi di sabbia, intorno era guerra. E quando arrivavo a Milano, per salutare i colleghi, vedevo le manifestazioni a loro favore, ‘Forza mani pulite’. Ho provato una cosa terribile”. Ha precisato la Boccassini: “La vivo come una situazione di disagio: non è l’approvazione della gente che mi deve spingere ad andare avanti, ma fare bene il mio mestiere. Anche se i nostri nomi posso essere usciti dieci volte in più sui giornali rispetto ai pm la cui storia è raccontata nel libro, io e Giuseppe Pignatone siamo persone normali. Persone normali che, nella normalità, cercano di affrontare l’invasione mediatica”.

Redazione online