15 settembre 1993: 20 anni fa a Palermo veniva assassinato Don Pino Puglisi

Don Puglisi (getty Images)

Sono passati vent’anni da quel tragico giorno che a Palermo ricordano bene. Un giorno che ha segnato per sempre l’anima di una parte della città che ha sempre voluto combattere la mafia. L’assassinio di padre Pino Puglisi è sempre vivo e presente nella mente dei palermitani.

Oggi, domenica 15 settembre, ricorre il ventennale dalla morte del parroco che portò una ventata di legalità in un quartiere, Brancaccio, da troppo tempo vittima del giogo della mafia. Una zona difficile di Palermo, ad alta densità mafiosa, dove tanti ragazzini non avevano la possibilità di conoscere altro che violenza e sopraffazione.
Don Puglisi ha operato per le strade del quartiere per dare una possibilità in più a quei ragazzi in difficoltà e per dargli un futuro migliore.

Fu assassinato nel giorno del  suo compleanno e compiva 56 anni. Ad attenderlo, un commando formato da Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone intorno alle 20,45 nella zona est di Palermo, in piazza Anita Garibaldi.
Sulla base delle ricostruzioni, don Pino Puglisi era a bordo della sua FIAT Uno di colore bianco e, sceso dall’automobile, si era avvicinato al portone della sua abitazione. Qualcuno lo chiamò, lui si voltò mentre qualcun altro gli scivolò alle spalle e gli esplose uno o più colpi alla nuca. Una vera e propria esecuzione mafiosa. I funerali si svolsero il 17 settembre 1993

 

A sparare  fu Salvatore Grigoli, detto “u’ cacciaturi”, su ordine dei boss del quartiere, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.

Grigoli fu arrestato nel 1997 dopo una lunga latitanza e dopo essere sfuggito a una trappola mortale ordita da Cosa Nostra, fece luce sull’omicidio. Il killer, dopo avere confessato e chiamato in causa i complici, ha iniziato un cammino di conversione.

Redazione online