Crisi siriana: per gli stati interventisti, dal rapporto Onu “ulteriori prove” contro Assad

Susan Rice (NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)

Il rapporto Onu sull’uso di armi chimiche in Siria non ha lasciato indifferenti le tre superpotenze occidentali che più delle altre si sono schierate per un intervento militare contro il regime di Bashar Al Assad. In una nota, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Usa, Susan Rice, ha sostenuto: “Se la diplomazia fallisce, gli Stati Uniti restano pronti ad agire. Il rapporto dell’Onu aggiunge ulteriori prove a ciò che noi avevamo già concluso, cioè che il gas sarin è stato usato dal regime siriano su vasta scala il 21 agosto in un sobborgo di Damasco”.

La Rice ha inoltre sostenuto che sebbene gli ispettori dell’Onu non fossero tenuti ad individuare i responsabili degli attacchi, “le prove tecniche incluse nella relazione – tra cui la dichiarazione che il sarin era di alta qualità e che è stato usato un particolare tipo di razzo – rafforza la nostra valutazione secondo cui si tratta di un’azione del regime siriano, poiché solo esso era in grado di montare un attacco genere”.

Di “chiara responsabilità di Assad” ha parlato il ministro degli Esteri britannico William Hague, che ha affermato di sperare in una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che sancisca la responsabilità del regime siriano, imponendogli di consegnare le sue scorte di armi chimiche e che questo avvenga durante il fine settimana.

Rincara la dose il ministro degli esteri francese Laurent Fabius, nel corso della conferenza stampa con l’omologo russo Sergei Lavrov: “La quantità di sarin usata, i vettori, le tecniche di questi attacchi, così come altri aspetti, sono tutti elementi che non sembrano lasciare dubbi sul fatto che dietro vi sia il regime”. Opposta l’opinione dell’esponente del governo di Mosca: “Il rapporto dell’Onu dimostra solo il fatto che sono state usate armi chimiche in Siria il 21 agosto, ma restano molti interrogativi da chiarire”.

Ha concluso Lavrov: “Ci sono basi serie per credere che si sia trattato di una provocazione… ma la verità deve essere stabilita e questo sarà il compito del Consiglio di sicurezza”.

Redazione online