Decadenza Berlusconi, respinto il lodo Buemi

Sant'Ivo alla Sapienza (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Mentre è ancora in corso la riunione della Giunta per le elezioni, che in queste settimane è chiamata a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore della Repubblica, è stata oggi avanzata dal socialista Enrico Buemi, eletto nelle liste del Partito Democratico, una soluzione che – a dire del membro dell’aula di Palazzo Madama – avrebbe potuto mettere d’accordo sia il centrosinistra che il Pdl.

Questo, in sostanza, il contenuto del cosiddetto lodo Buemi: “Silvio Berlusconi sia dichiarato decaduto dalla Giunta per le elezioni perché interdetto dai pubblici uffici con una sentenza passata in giudicato, non per le norme contenute nella legge Severino che potrebbe essere impugnata”. Per Buemi, “la mia proposta ha avuto apprezzamenti inaspettati anche dal Movimento 5 Stelle”.

Ciò nonostante, Danilo Leva, presidente Forum Giustizia del Partito Democratico, l’ha cassata: “Non vi sono strade alternative rispetto al percorso stabilito in Giunta. Si tratta di una soluzione impraticabile”. Poco dopo è arrivato il respingimento ufficiale della proposta da parte del presidente della Giunta per le elezioni, Dario Stefano: “E’ infondata perché non può essere considerata una questione pregiudiziale e perché si riferisce a una questione inesistente: l’interdizione è parte di una sentenza che non è passato ancora in giudicato, parliamo di un qualcosa che non esiste”.

Di “proposta infondata” da parte di Buemi ha parlato anche Stefania Pezzopane, altro membro in giunta del Partito Democratico, che ha sottolineato: “L’interdizione peraltro è in secondo grado”. Mario Giarrusso del Movimento 5 Stelle ha invece smentito che da parte del suo gruppo ci sia stato interesse per il lodo Buemi: “La strada indicata dal senatore socialista non è percorribile per il Movimento 5 Stelle. Rispetto alla proposta cozzava il dato della legge Severino che indica un percorso da cui non possiamo allontanarci. Il lodo Buemi è impraticabile. Si tratta di due procedimenti diversi”.

Intanto sulla legge sulla decadenza è intervenuta Paola Severino, ministro della Giustizia del governo Monti, al cui nome la normativa è legata: “Lo ha già detto il ministro Cancellieri, con cui sono completamente d’accordo. Eravamo d’accordo anche quando tutti insieme, con il presidente Monti, Cancellieri e Patroni Griffi, dopo un lungo e accurato approfondimento, abbiamo varato la legge. Quando si fa una legge, si crede a quello che si fa. Adesso la sua applicazione spetta al Parlamento”.

Redazione online