Filippine, scontri esercito e ribelli: centinaia di morti e 80 mila sfollati a Zamboanga

Residenti a Zamboanga evacuati dall'esercito, Filippine (Getty images)

Dall’inizio del mese di settembre nelle Filippine sono in corso degli scontri tra l’esercito e i ribelli islamici del Fronte Moro di liberazione nazionale (Fmln) a Zamboanga, città nel sud del paese.

Secondo quanto rivela l’Agi, il conflitto è scaturito a seguito della dichiarazione unilaterale di indipendenza della regione di Zamboanga da parte dei ribelli, in quanto il Fmln ha contestato il fatto di essere stato escluso dalle trattative di pace tra il governo filippino e un altro gruppo di ribelli, che dal 1984 si è diviso dal Fmln.

In un’offensiva sferzata oggi dall’Esercito filippino sono stati liberati un centinaio di ostaggi, ma i guerriglieri hanno sequestrato il capo della polizia di Zamboanga, José Chiquito Malayo, caduto in un’imboscata.

Il primo bilancio ufficiale degli scontri che si sono registrati oggi conta 99 morti; un numero che si somma agli 86 ribelli, nove soldati e quattro civili rimasti uccisi in un violento conflitto avvenuto lo scorso 9 settembre.

In una settimana, la città di Zamboanga è stata devastata: 850 case sono state distrutte e oltre 80 mila persone sono state evacuate in centri di accoglienza.
La città che ospita circa 800 mila abitanti, è a maggioranza cattolica, ma da decenni la comunità musulmana si pone in conflitto con la comunità locale. 

Redazione