Fukushima, tifone: 1300 tonnellate di acqua contaminata scaricate nel Pacifico

Fukushima, ispettori presso la Centrale nucleare in Giappone (Getty images)

La Tepco, l’azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha scaricato nell’Oceano Pacifico circa 1300 tonnellate di acqua piovana accumulata dopo il passaggio del tifone Man-yi che ha colpito ieri il Giappone con forte piogge e venti che raggiungevano i 160km/h.

Stando a quanto riferisce la società, l’operazione di smaltimento dell’acqua piovana si è rivelata necessaria per prevenire la contaminazione dell’acqua finita dentro le barriere, erette intorno ai serbatoi e le possibili perdite ulteriori di acqua maggiormente contaminata.

Il gestore dell’impianto nucleare ha assicurato che l’acqua riversata nell’Oceano aveva valori radioattivi nei limiti consentiti e risultati non oltre i 24 becquerel per litro, meno dei 30 massimi ammissibili.
La compagnia ha anche aggiunto che presso un altro serbatoio con livelli di radioattività più alti non sono state rese possibili le operazioni di pompaggio e quindi l’acqua contaminata è fuoriuscita dai serbatoi per alcuni minuti.
Uno scenario imbarazzante. Infatti, come riporta il quotidiano ilmondo.it, circa 300 tonnellate di acqua a bassa radioattività raggiungono ogni giorno l’oceano attraverso il terreno contaminato sotto ai reattori.

Nella giornata di ieri, sono finite nel Pacifico anche delle sostanze tossiche, tra cui lo stronzio 90, responsabili di emissioni di raggi beta per circa 8,85 milioni di becquerel.

Attesa per giovedì la visita del premier giapponese Shinzo Abe alla centrale di nucleare al fine di verificare lo stato di avanzamento delle misure prese per risolvere la questione dell’acqua contaminata.

Redazione