Riva Acciaio denuncia: “Nessuna possibilità di utilizzare i beni sequestrati”

Proteste dei lavoratori del gruppo Riva (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

In una nota, l’azienda siderurgica Riva Acciaio ha precisato che il “provvedimento del Gip di Taranto di cui ha ricevuto notifica il 9 settembre 2013” sottrae “alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d’uso a beneficio dell’azienda; come è noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facoltà d’uso, il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro”.

Prosegue l’azienda: “Peraltro, come riportato anche dagli organi di stampa in data 14 settembre scorso, in conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca; il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti”.

Secondo un documento firmato dal procuratore capo Franco Sebastio, invece, “il provvedimento di sequestro non prevede alcun divieto di uso. Peraltro lo stesso custode – amministratore, è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziari”. Il ministro Flavio Zanonato, da parte sua, ha proposto due strade: “La prima è di consentire le attività dell’azienda, anche in presenza del sequestro, utilizzando le leggi vigenti. La seconda è che il governo intervenga con una nuova norma dopo aver accertato che non c’è altra via per far ripartire la produzione. Quando farla? A ore. C’è tutto un sistema industriale che non può aspettare”.

Nel frattempo, non si fermano le manifestazioni di protesta dei lavoratori del gruppo Riva in tutta Italia; ieri a Verona c’è stata una ferma richiesta di commissariamento dei vertici aziendali. A chi protestava è arrivata la solidarietà del sindaco scaligero Flavio Tosi: “A nome della città intera, che in questo momento ha a cuore la vostra situazione e comprende le ragioni dei vostri presidi, esprimo il pieno sostegno mio e dell’amministrazione comunale a tutti i lavoratori. Riva Acciaio è un settore fondamentale per l’economia di Verona, un’azienda professionalizzata e con un alto grado di tecnologia, per questo l’interesse primario per tutti oggi deve essere quello di tutelare la produzione, i lavoratori e i posti di lavoro”.

Proteste anche nella sede del gruppo a Caronno Pertusella, in provincia di Varese; ha intimato Giovanni Tonelli, sindacalista della Fiom-Cgil: “Siamo preoccupati e chiediamo che vengano sbloccati gli impianti e che riprendano immediatamente le attività produttive”.

Redazione online