Iva: caccia alle risorse per evitare l’aumento, ma il governo potrebbe rinunciare

Banconote (Getty Images)

E’ corsa contro il tempo per evitare l’aumento automatico dell’aliquota Iva dal 21% al 22% che dovrebbe scattare il 1° ottobre. Il governo è a caccia di risorse per garantire la copertura finanziaria che scongiuri l’aumento temuto da commercianti e consumatori. In un momento di grave sofferenza per il mercato interno, con i consumi in picchiata a causa della recessione e dell’alta disoccupazione, l’aumento dell’Iva potrebbe rappresentare un durissimo colpo per il commercio nazionale.

Le risorse sono però limitate, perché oltre a quelle necessarie ad evitare l’aumento dell’Iva, occorre trovare anche quelle per non far pagare ai cittadini la seconda rata dell’Imu sulla prima casa e quelle per finanziare la cassa integrazione. Nel frattempo, l’Unione europea ha messo in guardia l’Italia sulla tenuta dei conti pubblici, intimando di non sforare con il deficit del 2013 il limite 3% del Pil. Limite sopra il quale si aprirebbe la procedura di infrazione, dalla quale l’Italia è appena uscita, grazie alla tenuta dei conti nel 2012.

“Nelle prossime ore dovremo fare una valutazione complessiva e decidere quali siano le priorità”, ha detto al Gr1 il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta. “Faremo di tutto per evitare interventi che peggiorino la condizione dei cittadini”, ha sottolineato.

L’aumento dell’Iva, anche se scongiurato a ottobre, potrebbe però essere inevitabile a partire dal 2014.

Stando alle ultime indiscrezioni, il governo sembrerebbe orientato a rinunciare ad evitare l’aumento dell’Iva, proprio per insufficienza delle risorse necessarie. Una decisione che sarebbe stata presa ieri, dopo l’incontro tra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il commissario europeo Olli Rhen, in Italia per un’audizione alla Camera dei Deputati.

Redazione