Iva, Colaninno: “Pdl fa scaricabarile”. Fassina: “Rivediamo l’Imu”

Matteo Colaninno (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Commentando le parole di molti esponenti del Pdl rispetto alla querelle sull’aumento dell’Iva, il responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno, ha accusato: “La politica economica dovrebbe essere una sfida di comune responsabilità tra le forze di maggioranza. Il Pdl pensa invece di giocare allo scaricabarile, di fare semplicemente campagna elettorale, come ha fatto sulla vicenda Imu, intestandosi uno sforzo e un risultato comune”.

Colaninno se la prende in particolare con il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta al quale dice “che la sfida lanciata a Letta e Saccomanni su Imu e Iva è una sfida comune, riguarda noi ma riguarda anche lui. L’On. Brunetta, da valente economista, conosce benissimo i vincoli finanziari stringenti del Paese, la difficoltà estrema delle coperture. Ma fugge da una visione di insieme per fissarsi di volta in volta sul tema che lo interessa e sul quale intende fare propaganda. Sappia che sul tavolo, dovranno essere considerate complessivamente le ineludibili priorità del Paese: cassa integrazione, scuola, Iva, cuneo fiscale, solo per citarne alcune”.

Ha concluso Colaninno, facendo propria una metafora evangelica: “A tutti noi piacerebbe fare tutto, in particolare fare gli interventi che piacciono ai rispettivi elettorati. Ma tutti siamo costretti a fare i conti con la necessità di avere un’ottica complessiva e di trovare coperture finanziarie solide e credibili per il complesso degli interventi in agenda. Se il Pdl dispone del moltiplicatore dei pani e dei pesci si faccia avanti e lo renda disponibile per tutti”.

Gli ha fatto eco il viceministro dell’Economia Stefano Fassina: “L’aumento dell’Iva dal primo ottobre peserebbe negativamente sull’economia. Non c’è dubbio. Va evitato, ma non vi sono gli spazi di finanza pubblica per affrontare entro la fine dell’anno Iva, Imu, cassa integrazione in deroga, missioni internazionali e interventi per rispettare il limite del 3% di deficit sul Pil. Un impegno, si ricordi, assunto dal governo Berlusconi non da Letta o Saccomanni”.

Da qui la proposta di Fassina: “Per rinviare l’aumento dell’Iva, rivediamo l’intervento sull’Imu confermiamo la cancellazione per il 90% dei proprietari e lasciamo contribuire il 10% delle abitazioni di maggior valore. Recuperiamo così due miliardi di euro. Un miliardo lo utiliziamo per rinviare l’aumento dell’Iva; un miliardo lo dedichiamo alla deducibilità dell’Imu per i beni strumentali delle imprese”.

Nel frattempo, da fonti governative si apprende che nel prossimo Documento di economia e finanza, ci potrebbe essere una stima del rapporto tra Deficit e Prodotto interno lordo del 3-3,1%, che quindi sforerebbe la soglia prevista e non confermerebbe il tetto del 2,9% previsto in precedenza.

Redazione online