Omofobia, “pausa tecnica” alla Camera. M5S attacca Laura Boldrini

Montecitorio (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Duro scontro alla Camera dei Deputati rispetto alla legge sull’omofobia; oggi infatti c’è stato un nuovo stop dovuto alle dimissioni del relatore del Pdl, Antonio Leone, che ha quindi lasciato il compito di relatore unico al piddino Ivan Scalfarotto. A questo punto, la presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti ha chiesto quella che è stata definita una ‘pausa tecnica’ per rivedere alcune posizioni.

Lo scontro è particolarmente acceso all’interno del Pdl, dove si stanno fronteggiando l’anima più laica e liberale, guidata dall’ex ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, e l’ala più conservatrice. Ieri, il deputato Luca D’Alessandro aveva attaccato: “Col pretesto di tutelare le persone omosessuali da atti lesivi che tutti condanniamo, ma che sono già specificamente sanzionati dall’ordinamento, la sinistra vuole introdurre norme liberticide che puniranno col carcere la semplice manifestazione di un pensiero coerente con la famiglia tradizionale”.

Contro la sospensione tecnica dei lavori, si è schierato il Movimento 5 Stelle. Contrari anche il relatore Ivan Scalfarotto e il deputato di Sel, Daniele Farina, nome storico delle battaglie per i diritti civili. Al momento della sospensione, il deputato pentastellato Christian Iannuzzi ha attaccato: “Presidente, sul suo ruolo, mi perdoni… se lei dà la parola a un deputato a favore e uno contro sulla votazione e poi interviene per esprimere un suo punto di vista, lei sta influenzando l’Aula. Visto che il suo ruolo dovrebbe essere super partes qui dentro, la pregherei di astenersi almeno in questi casi dal commentare le posizioni. Se lei non si sente in grado di rappresentare quest’Aula in maniera imparziale, è meglio che si dimetta”.

Pronta la replica della presidente Laura Boldrini, a cui il resto dell’Aula ha dimostrato solidarietà, secondo la quale va “a discapito della qualità stessa del dibattito democratico il fatto che la Camera e la sua Presidenza siano il bersaglio di una costante e strumentale opera di delegittimazione, in Aula come in rete”. La Boldrini ha aggiunto: “Voglio ringraziare tutti i gruppi della Camera per la solidarietà espressa in Aula dopo le polemiche sollevate dal Movimento 5 Stelle e per aver sottolineato che le mie decisioni sono state assunte nello scrupoloso rispetto del regolamento”.

Ha puntualizzato ancora la presidente della Camera: “Intendo queste manifestazioni di sostegno come indirizzate non solo e non tanto alla mia persona, ma all’Istituzione che ho l’onore di rappresentare”. A scatenare le polemiche l’intervento della Boldrini dopo quello di Riccardo Nuti del M5S, che aveva polemizzato: “Se non ci sono accordi tra i partiti si discute in Aula, questa è la casa della buona politica, non rinviare in una stanza facendo sì che qualcuno si accordi nella totale oscurità”.

La Boldrini aveva replicato secca: “Onorevole Nuti, l’Assemblea ha deciso e nella casa della buona politica è l’Assemblea che decide”. Poco dopo le richieste di dimissioni di Iannuzzi, smentite poi successivamente dallo stesso Movimento 5 Stelle.

Redazione online