Papa Francesco ai vescovi: “Non servite voi stessi, ma la gente”

Papa Francesco (Franco Origlia/Getty Images)

Nel corso del Convegno per i nuovi vescovi, promosso a Roma dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali, Papa Francesco ha sottolineato come “siamo chiamati e costituiti Pastori non da noi stessi, ma dal Signore e non per servire noi stessi, ma il gregge che ci è stato affidato”. Per il Pontefice, occorre “accogliere con magnanimità, camminare con il gregge, rimanere con il gregge”.

L’invito di mons. Bergoglio è a condividere “gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, come fratelli e amici, ma ancora di più come padri, che sono capaci di ascoltare, comprendere, aiutare, orientare”, perché “tra i primi compiti che avete c’è la cura spirituale del presbiterio, ma non dimenticate le necessità umane di ciascun sacerdote, soprattutto nei momenti più delicati ed importanti del loro ministero e della loro vita. Non è mai tempo perso quello passato con i sacerdoti! Riceverli quando lo chiedono; non lasciare senza risposta una chiamata telefonica”.

“Non chiudetevi! Scendete in mezzo ai vostri fedeli, anche nelle periferie delle vostre diocesi e in tutte quelle ‘periferie esistenziali’ dove c’è sofferenza, solitudine, degrado umano” – ha esortato ancora il Pontefice – “Presenza pastorale significa camminare con il Popolo di Dio: camminare davanti, indicando il cammino; indicando la via; camminare in mezzo, per rafforzarlo nell’unità; camminare dietro, sia perché nessuno rimanga indietro, ma, soprattutto, per seguire il fiuto che ha il Popolo di Dio per trovare nuove strade”.

Fanno intanto discutere altre dichiarazioni, rilasciate da Papa Francesco alla rivista “Civiltà Cattolica”, alla quale ha detto: “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”.

Il Papa ha inoltre aggiunto: “Una bella omelia, una vera omelia, deve cominciare col primo annuncio, con l’annuncio della salvezza. Non c’è niente di più solido, profondo e sicuro di questo annuncio. Ma l’annuncio dell’amore salvifico di Dio è previo all’obbligazione morale e religiosa. Oggi a volte sembra che prevalga l’ordine inverso”.

Redazione online