Associazioni gay contro il Pd: “L’emendamento Gitti offesa ai nostri diritti”

Bandiera dell'orgoglio gay (PEDRO ARMESTRE/AFP/GettyImages)

Le associazioni omosessuali si sono date appuntamento oggi fuori dall’Auditorium della Conciliazione a Roma per protestare contro il cosiddetto emendamento Gitti, approvato ieri dalla Camera nel corso delle votazioni della legge contro l’omofobia e che prevede l’esenzione dalle sanzioni in base alla legge Mancino – che la nuova norma vuole applicata anche in caso di discriminazione contro gli omosessuali – per “le organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

Sottolinea l’Arcigay nel comunicato di convocazione della protesta: “Vogliamo far sentire la nostra voce la nostra rabbia e la nostra indignazione per l’ennesima beffa maturata sulla nostra pelle, con una legge sull’omofobia e transfobia sbagliata che di fatto legittima proprio il razzismo, l’omofobia e la transfobia che in teoria dovrebbe combattere. Porteremo le nostre bandiere, le nostre associazioni, i nostri colori e i nostri cartelli. Chiamiamo a raccolta tutta la società civile per protestare contro una norma vergognosa, figlia della più sbagliata concezione di libertà e dei diritti”.

Particolarmente duro, nei confronti del deputato del Pd Ivan Scalfarotto, omosessuale dichiarato e relatore della legge, è il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, che ha accusato: “Ivan Scalfarotto si è reso complice politicamente di una operazione che rappresenta uno schiaffo agli omosessuali di questo Paese. Non credo che questa legge avrà vita facile, anche perchè il presidente della Commissione Giustizia del Senato è Nitto Palma che non ha nessun interesse a farla passare”. Ha attaccato Mancuso: “Mi chiedo: come mai adesso c’era bisogno di una specifica norma sui reati omosessuali? Si è voluta fare un legge salva-vescovi, con un emendamento che grida vendetta e lascia libertà di insulto a Forza Nuova e a Militia Christi. Un capolavoro”.

Non risparmia critica alla nuova legge anche Gaylib, di area liberale e di centrodestra: “Visto come sta andando con la legge anti-omofobia direi che senz’altro il Vaticano ha superato l’Italia. L’arrivo di Papa Francesco ha mandato in pensione Ratzinger e Bertone mentre noi abbiamo ben attivi in Parlamento Giovanardi, Binetti ecc…”. Infine Andrea Maccarone del Circolo Mario Mieli: “Alla base della mobilitazione c’è l’emendamento Gitti alla legge sull’omofobia: un provvedimento che ci insulta. Paradossalmente oggi è più grave se un singolo mi insulta in un bar che non essere insultato da un partito che fa dell’omofobia la sua ragione sociale”.

Redazione online