Def: governo stretto tra 3% deficit e misure su Imu e Iva

Il premier Enrico Letta (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Si fa sempre più difficile la posizione del governo Letta sulle questioni economiche. Se da una parte il Pdl fa la voce grossa su Imu e Iva, di cui chiede assolutamente la cancellazione per la prima imposta e il rinvio dell’aumento per la seconda minacciando la crisi di governo, dall’altra l’Unione europea mette in guardia l’Italia sul non sforamento del tetto del 3% del deficit. Nel frattempo, sembrano confermarsi le previsioni di una decisa recessione anche per quest’anno, con il Ministero del Tesoro che pare orientato ad indicare il Pil del 2013 intorno al -1,7%; i principali istituti nazionali e internazionali danno il Pil italiano di quest’anno compreso tra il -1,6% (Confindustria) e il -1,9% (Standard and Poor’s).

Oggi il governo presenterà la Nota di Aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza, con le previsioni su deficit, debito pubblico e Pil. Mentre è corsa contro il tempo per evitare il temuto aumento dell’Iva di un punto percentuale (dal 21 al 22%) che scatterà il 1° ottobre e si cercano risorse per finanziare anche la cancellazione della seconda rata dell’Imu e la cassa integrazione in deroga, sul governo guidato da Enrico Letta pesa l‘ammonimento di Bruxelles: non si faranno sconti sul deficit, che nel 2013 dovrà rimanere sotto la soglia del 3% del Pil, in caso contrario l’Italia dovrà provvedere con delle misure ad hoc, come una manovra correttiva. E stando alle anticipazioni che vengono dal ministero dell’Economia, pare che il deficit italiano abbia già raggiunto il 3,1%. Il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta ha dichiarato infatti che “non sono irrealistiche” le previsioni di un rapporto deficit-pil al 3,1%, e ha spiegato che nel caso sarà necessario reperire 1,5 miliardi di euro per rientrare nel limite 3%. Al contrario, il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha detto che il deficit dell’Italia “non è arrivato al 3,1%, ma siamo, di poco, sotto il 3% e non sforeremo questa cifra, resteremo all’interno”, ha assicurato. “Anche se non servirà una vera manovra correttiva – ha precisato il sottosegretario Baretta – avremo bisogno di aggiustamenti, e questi aggiustamenti implicano delle risorse finanziarie”, una somma che nel complesso potrebbe aggirarsi intorno ai 6 miliardi di euro (rientro nel 3% del deficit, cancellazione Imu, stop aumento Iva, finanziamento cassa integrazione in deroga e missioni all’estero).

Infine il Def dovrebbe rivedere in peggio anche la stima sul debito pubblico italiano, che nel 2013 parrebbe attestarsi oltre il 130% del Pil.

Redazione