Kenya, esplosioni nel centro commerciale: uccisi due miliziani

Sono notizie frammentarie e discordanti quelle che giungono in queste ore da Nairobi, nell’ambito dell’intervento sferzato questa mattina dagli agenti nel centro commerciale di Westgate preso d’assedio da un commando armato di integralisti islamici Shabaab.

ESPLOSIONI
Secondo le ultime informazioni che trapelano dai media, tre forti esplosioni sono state registrate nel centro commerciale.
Le forti deflagrazioni sono state seguite da una serie di altre piccole esplosioni, in totale 10 e da una densa colonna di fumo nero che si è elevata sopra alla struttura.
Alcuni testimoni hanno riferito di aver udito una sparatoria e di aver visto le forze di sicurezza lanciare numerosi lacrimogeni.

Le ipotesi sugli sviluppi della vicenda si contrappongono in quanto i media sono stati allontanati dal luogo della strage, perché i miliziani islamisti avrebbero potuto individuare dalle riprese i movimenti esterni delle forze dell’ordine.

Secondo Sky news, si pensa che gli attentatori si siano fatti esplodere, ma altre fonti evidenziano che le esplosioni siano dovute al lancio di granate.

CONFERENZA MINISTRO INTERNO KENYA
Come riporta la diretta di Rainews, il ministro dell’interno del Kenya avrebbe affermato che siano stati i miliziani ad appiccare l’incendio per tentare una manovra diversiva.
Il ministro dell’interno, nell’ambito di una conferenza ha anche dichiarato che negli ultimi risvolti numerosi ostaggi sono stati liberati e che ve ne sarebbero rimasti ancora pochi nelle mani dei miliziani.
Il ministro ha anche riferito che due miliziani sono rimasti uccisi nell’operazione delle forze di sicurezza avviata questa mattina.

MISTERO DELLA DAMA BIANCA E DEGLI OCCIDENTALI NEL COMANDO
Quella della presenza di occidentali nel comando è una notizia che è stata smentita da un comandante militare di al Shabaab alla Bbc: “Vi sono state voci riguardo al coinvolgimento di assalitori americani, britannici e di altre nazionalità posso affermare che non c’è nulla di vero. Sono voci infondate”, ha dichiarato il comandante che ha tenuto anche a smentire il coinvolgimento della cosiddetta “vedova bianca”, ovvero una cittadina britannica, Samantha Lewthwaite, di 29 anni, vedova di uno dei terroristi kamikaze degli attentati del 7 luglio 2005, nella metropolitana di Londra, non lontano dalla stazione di King Cross.

Eppure i quotidiani britannici insistono su questo punto: il Guardian online si chiede se la Lewthwaite sia stata al comando dell’attacco.

La donna, convertita all’islam a 18 anni, che inizialmente condannò il gesto del marito, scomparve e fu successivamente individuata in Kenya nel 2011, dalle forze di polizia internazionali che indagavano su di lei. Come riporta il giornalettismo.it, secondo l’Interpol, la Lewthwaite sarebbe il tramite di al-Qaeda tra i gruppi terroristici del Pakistan e dell’Africa orientale e si ritiene che sia la fautrice di un canale di finanziamenti che dal Regno Unito finiscono per foraggiare direttamente i gruppi di matrice terrorista in Somalia.

Secondo quanto riporta l’Ansa, alcuni esperti di terrorismo hanno spiegato che sarebbe “improbabile” che la Vedova Bianca faccia parte del commando: “Sarebbe davvero inusuale il coinvolgimento di una donna in queste operazioni”, ha detto Peter Bergen alla CNN.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Nairobi: giustiziati un architetto australiano e la compagna incinta di 8 mesi

Kenya, assalto centro commerciale: gruppo armato con ostaggi assediato dagli agenti