Crisi siriana, Obama: “Imporre messa al bando delle armi chimiche”

Barack Obama all'assemblea delle Nazioni Unite (Andrew Burton/Getty Images)

Sempre la crisi siriana in primo piano, anche nel corso dell’intervento che il presidente Usa Barack Obama ha oggi tenuto all’Assemblea delle Nazioni Unite, riunita al Palazzo di Vetro a New York. Ha intimato il maggior inquilino della Casa Bianca: “Dobbiamo punire i responsabili dell’utilizzo delle armi chimiche. E l’Onu vari una risoluzione forte”.

Obama ha poi aggiunto: “Non ritengo che una soluzione militare possa fare raggiungere una pace duratura. Un accordo sulle armi è importante per raggiungere una soluzione politica in Siria”. Per questo, “la comunità internazionale deve imporre un bando sulle armi chimiche”, che è “nell’interesse degli Stati Uniti e del mondo”. Da parte del presidente Usa, inoltre, nessun dubbio sulle responsabilità di Bashar al Assad: “Insinuare che l’attacco con armi chimiche sia stato condotto da qualcun altro e non dal regime è un insulto”.

Ha infine spiegato Obama: “Proteste pacifiche sono state represse. Abbiamo lavorato per sostenere l’opposizione moderata, ma i gruppi estremisti hanno avuto la meglio. La comunità internazionale non è stata all’altezza. Assad ha ucciso 1.000 persone, tra cui centinaia di bambini, con gas chimici. Il mondo è più sicuro di cinque anni fa, ma Kenya, Pakistan, Iraq ci ricordano le minacce ancora presenti in tutto il mondo”.

Il presidente degli Stati Uniti ha quindi chiamato in causa l’Iran: “Ci potrebbero essere basi per un accordo sul programma nucleare dell’Iran basato sulle recenti dichiarazioni della leadership iraniana, ma le divergenze tra i due Paesi non possono essere risolte da un giorno all’altro”. In conclusione, da parte di Obama, un commento sulla situazione economica interna agli Usa: “Grazie a un’azione coordinata, l’economia si è stabilizzata, i mercati della finanza si sono stabilizzati e si creano posti di lavoro”.

Redazione online