Napolitano: “Minaccia di dimissioni Pdl fatto politico inquietante”

Giorgio Napolitano (Getty IMages)

Intervenendo sulla decisione dell’assemblea dei parlamentari del Pdl di dimettersi in massa qualora dovesse decadere Silvio Berlusconi dallo scranno di senatore, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sostenuto che si tratta di “un fatto politico improvviso e istituzionalmente inquietante, a cui dedicare la mia attenzione”.

Con queste parole, infatti, il capo dello Stato ha annunciato alla fondazione Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, che stamattina lo attendeva nella Sala Zuccari di Palazzo Madama, l’impossibilità di partecipare al convegno “Il rilancio dell’unità politica dell’Europa”. La missiva di Napolitano è stata inviata a Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista democristiano, protagonista della storia italiana dell’immediato dopoguerra.

Il presidente della Repubblica si è scusato perché “mi ero impegnato ad essere presente al colloquio”, ma con questa missiva ha di fatto ribadito che dopo quanto avvenuto nella serata di ieri c’è la necessità di concentrarsi sulla crisi. La lettera di scuse di Napolitano è stata letta dalla figlia di De Gasperi, Presidente Onorario della Fondazione, in apertura dei lavori del convegno, al quale è presente invece il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Intorno all’ora di pranzo è stato poi diffuso il comunicato ufficiale del Capo dello Stato, nel quale si legge: “L’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica. Ma non posso egualmente che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel PdL. Ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere”.

“Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere” – ha aggiunto Napolitano – “C’è ancora tempo, e mi auguro se ne faccia buon uso, per trovare il modo di esprimere – se è questa la volontà dei parlamentari del PdL – la loro vicinanza politica e umana al Presidente del PdL, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento”.

Ha concluso il presidente della Repubblica nella nota: “Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell’evocare un ‘colpo di Stato’ o una ‘operazione eversiva’ in atto contro il leader del PdL. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.

Redazione online