Russia: il tribunale conferma la custodia cautelare per 14 attivisti Greenpeace

Attivisti Greenpeace ( JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

Sono ancora in carcere e ci rimarranno per qualche tempo alcuni degli attivisti dell’associazione ecologista Greenpeace che oggi si sono visti rinnovare il provvedimento di custodia cautelare da parte del tribunale che si sta occupando del loro caso in Russia. L’ordine di rimanere nella struttura detentiva è stato dato dalle autorità a due militanti russi e a altri ecologisti di origine straniera. Per questi i giudici hanno stabilito un prolungamento della custodia per due mesi; ad altri quattro attivisti è stato invece chiesto di rimanere nella struttura carceraria per almeno altri tre giorni.

Tra le 30 persone che erano state fermate per trovarsi a bordo dell’imbarcazione Arctic Sunrise con l’intento di condurre azioni di protesta contro il colosso russo del gas Gazprom è da annoverare anche un italiano, Cristian D’Alessandro. Il nostro connazionale è – così come gli altri venti attivisti detenuti – in attesa che venga pronunciato un giudizio sul suo conto. Come i suoi colleghi, D’Alessandro rischia di dover rimanere sotto custodia fino al 24 novembre prossimo.

I militanti, arrestati la scorsa settimana presso la località di Murmansk, sono stati arrestati con l’accusa di pirateria. A loro favore potrebbe operare la pressione internazionale che opinione pubblica e stati (in primis l’Olanda che ha già mostrato il pugno di ferro al Cremlino) stanno conducendo. Lo stesso presidente russo Vladimir Putin si è pronunciato ieri affermando di non reputare gli arrestati dei “pirati”.

 

Redazione online