I ministri del Pdl si dimettono formalmente e dicono a Sallusti: “Con noi non funziona metodo Boffo”

Angelino Alfano (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

I cinque ministri del Pdl del governo Letta: Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo hanno presentato formalmente le loro dimissioni irrevocabili oggi. Lo annuncia la Presidenza del Consiglio.

Prima della notizia delle dimissioni ufficiali, a scuotere ancora di più il clima politico è stata la nota congiunta con cui i cinque ministri si sono rivolti al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, in merito al suo editoriale pubblicato sul quotidiano di oggi. “E’ bene dire subito al direttore de Il Giornale – scrivono i cinque ministri nella nota -, per il riguardo che abbiamo per la testata che dirige e una volta letto il suo articolo di fondo di oggi, che noi non abbiamo paura. Se pensa di intimidire noi e il libero confronto dentro il nostro Movimento politico, si sbaglia di grosso“. Prosegue la nota: “Se intende impaurirci con il paragone a Gianfranco Fini, sappia che non avrà case a Montecarlo su cui costruire campagne. Se il metodo Boffo ha forse funzionato con qualcuno, non funzionerà con noi che eravamo accanto a Berlusconi quando il direttore de Il Giornale lavorava nella redazione che divulgò l’informazione di garanzia al nostro presidente, durante il G7 di Napoli, nel 1994″.

Nell’editoriale uscito oggi sul Giornale, dal titolo “Eversivo è alzare le tasse, liberale è non farlo”, in cui Sallusti appoggia la scelta di Silvio Berlusconi sulle dimissioni chieste ai suoi ministri e parlamentari, mentre critica le prese di distanza dei ministri Pdl, si legge: “C’è una comprensibile irritazione nella compagine ministeriale del Pdl dimissionaria da sabato sera. Avevano immaginato e sperato in un finale diverso, meno traumatico. Alfano, Quagliarello, Lorenzin, Lupi e Di Girolamo, con qualche distinguo di forma e di sostanza, si adeguano ma non condividono, al punto di ventilare un loro futuro fuori da Forza Italia, non si capisce se sulle orme di quel genio di Gianfranco Fini“, è la stoccata di Sallusti ai ministri Pdl. L’editoriale continua: “Accusano Berlusconi di essersi lasciato condizionare dai falchi e di aver impresso al partito una deriva eversiva. Nelle prossime ore si capirà qual è il confine tra la reazione a caldo e un’analisi sul futuro, ma qualche osservazione la si può già fare, perché comunque, nei loro ragionamenti, non tutto torna secondo logica“. Segue una serie di considerazioni sulla scelta di Berlusconi, che Sallusti ricorda che “non è uomo condizionabile” e sottolinea di non vedere nulla di eversivo nel “non volere rendersi complici di uno scellerato aumento di tasse”. Secondo il direttore del Giornale, infatti, la crisi di governo aperta da Berlusconi è dovuta alla “decisione di Letta e del Pd di alzare le tasse e non onorare i patti di maggioranza”.

Alla durissima nota dei cinque ministri del Pdl, Sallusti risponde di essere “allibito” e all’Ansa dice: “Ho già pagato con la detenzione squallide minacce alla libertà di espressione. Punto”. “Neppure io ho paura”. Sallusti è il compagno di Daniela Santanchè, l’esponente del Pdl che è nelle fila dei cosiddetti falchi.

Redazione