Piazza Fontana, archiviata l’ennesima inchiesta sulla strage

Strage di Piazza Fontana (AFP/Getty Images)

Sono passati quasi 44 anni e non c’è ancora nessun colpevole per la strage alla Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, avvenuta il 12 dicembre 1969, e che causò 17 vittime e decine di feriti, dando avvio a quella che è stata definita come la stagione delle stragi, provocando decine e decine di morti, conclusasi con l’esplosione alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che uccise 85 persone.

Oggi, infatti, il gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo ha accolto la richiesta della Procura di archiviare l’ultima indagine sulla strage. Lo ha reso noto il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati che in una nota scrive che “con un procedimento depositato in data odierna, in accoglimento della richiesta avanzata dalla procura ed a scioglimento della riserva assunta, il gip presso il tribunale di Milano ha disposto l’archiviazione” del fascicolo aperto contro ignoti “relativo a tutti i filoni di indagine relativi alla strage di Piazza Fontana”.

Contro la richiesta della Procura, favorevole dunque all’archiviazione, si era pronunciata la parte civile, tramite l’avvocato Federico Sinicato, dai familiari delle vittime per continuare ad indagare. La richiesta di archiviazione, da parte del procuratore aggiunto Armando Spataro e dal pm Grazia Pradella, era stata determinata al termine di un’indagine che aveva esplorato diverse piste, compresa quella definita della doppia bomba, avanzata dal giornalista Paolo Cucchiarelli nel libro ‘Il segreto di piazza Fontana’, pista questa sostenuta anche dal regista Marco Tullio Giordana nel film ‘Romanzo di una strage’.

A ormai otto anni dall’ultima sentenza della Cassazione, che aveva assolto i tre esponenti di Ordine Nuovo, Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, l’inchiesta sembra ora davvero ferma a un binario morto.

Redazione online