Ucraina: Ue pronta a sostegno finanziario. Repressione forse manovrata dalla Russia

I cittadini di Kiev rendono omaggio alle vittime della repressione (Getty images)
I cittadini di Kiev rendono omaggio alle vittime della repressione (Getty images)

Mentre l’alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea Catherine Ashton che in queste ore è a Kiev per un incontro con i leader politici tra i quali Yulia Timoschenko con l’obbiettivo di “trovare una soluzione duratura alla crisi e misure per stabilizzare la situazione economica”, il portavoce della Commissione Ue Olivier Bailly ha ribadito che l’Ue non esclude “alcuna opzione” per fornire sostegno finanziario “con la condizionalità di un programma di riforme” in campo economico.

Sul fronte delle relazioni con l’ex-alleato dell’Ucraina, ovvero la Russia, il clima è molto teso.
Infatti, il premier russo Dmitri Medvedev ha dichiarato che “la legittimità di alcuni organi istituzionali” dell’Ucraina “suscita forti dubbi”, mentre il presidente russo Vladimr Putin ha condannato il nuovo assetto politico: “La gente armata e a volto coperto non è un partner con cui poter dialogare. A Kiev ora non c’è nessuno con cui trattare”.
Secondo qaunto riporta l’inviata di Rainews la Russia si preparerebbe ad aumentare i dazi doganali.

Mentre si attende la formazione del governo ad interim, dall’Ucraina continuano a pervernire notizie sulle proteste e la dura repressione per cui l’expresidente Viktor Yanukocivh è indagato per strage e dichiarato latitante.

Secondo quanto riporta l’Ansa, Ghennadi Moskal, esponente del partito di Yulia Timoshenko “Patria”, il fronte d’opposizione ucraino accuserebbe la Russia di aver manovrato le violenze contro i manifestanti. Secondo Moskal, ex viceministro dell’Interno, ci sarebbero dei documenti segreti, la cui autenticità ancora non è stata confermata, che però dimostrerebbero l’assistenza di funzionari russi nella sanguinosa repressione dei giorni scorsi.

Il nome in codice dell’operazione era “Onda e boomerang” e avrebbe avuto come obiettivi quelli di disperdere i manifestanti e prendere il controllo del quartier generale degli insorti nel palazzo dei sindacati, che si affaccia su piazza Maidan, cuore della protesta antigovernativa.

In base ai documenti, i cecchini che nelle proteste hanno sparato contro i manifestanti erano soldati delle unità speciali del ministero dell’Interno comandati da un colonnello.
A dare l’ordine di usare le armi sarebbe stato l’ormai ex ministro dell’Interno Vitali Zakharcenko, mentre ad assistere i militari ucraini sarebbe stato l’ex primo vice comandante dei servizi speciali dell’esercito russo (Gru), che in quei giorni avrebbe alloggiato all’Hotel Kiev, a spese dei servizi segreti ucraini

Redazione

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