Ucraina: Yanukovich ancora ricercato. Fonti del Cremlino insinuano “colpo di stato dell’Occidente”

Manifestanti ricordano le vittime a Kiev (Getty images)
Manifestanti ricordano le vittime a Kiev (Getty images)

All’indomani della deposizione del presidente ucraino Viktor Yanukovich e in attesa dalla formazione di un nuovo governo di unità resta alta la tensione non solo sul piano della politica in Ucraina ma anche su quello delle relazioni diplomatiche internazionali.

Intanto, sull’ex presidente è stato emesso un mandato di cattura internazionale per strage e sarebbe ora ricercato dalla Polizia: E’ quanto afferma in un messaggio pubblicato su Facebook, il ministro dell’Interno a interim, Arsen Avakov: “Yanukovich e altre persone responsabili dei massacri di Kiev sono adesso ricercate” scrive Avakov sottolineando che è stata aperta un’inchiesta per uccisioni di massa di civili.

Tuttavia, come riporta il corriere.it, circolano voci su un probabile arresto di Yanukovich in Crimea. Il deputato ucraino dell’opposizione Volodym Kurennoy riferisce che Yanokovich sarebbe stato avvistato a Sebastopoli, con dei marines russi. Infatti, nella città portuale ha sede la flotta della Russia nel mar Nero. Secondo acluni testimoni però, Yanukovich sarebbe stato visto allontanarsi a bordo di un’automobile dal suo residence privato a Balaclava, Crimea.
A Sebastopoli si sono svolte ieri delle manifestazioni contro la nuova situazione politica in Ucraina con slogan in cui si denunciava che a Kiev “hanno preso il potere i fascisti”.

Sul piano internazionale invece questa mattina il Wall Street Journal riporta le testimonianze di alcune fonti del governo russo che parlano del fatto che l’Occidente sia riuscito a fare un colpo di Stato.
La stessa fonte riferisce che la vittoria di piazza Indipendenza e dei movimenti anti-Ianukovich si rivela essere “una grande sconfitta per la Russia” e che sia stata manovrata dall’Occidente.
La Russia in segno di protesta ha anche richiamato il suo ambasciatore da Kiev e come dichiara il ministro delle finanze russo Anton Siluanov ha congelato gli aiuti promessi all’Ucraina. “La situazione politica si è modificata in maniera drammatica. Ora dobbiamo aspettare la formazione di un nuovo governo prima di prendere una decisione” ha detto il ministro.

Mentre Stati Uniti e Fondo monetario internazionale sono pronti ad aiutare l’Ucraina, l’alto rappresentante della Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton è già in viaggio per Kiev dove oggi dovrebbe incontrare alcuni rappresentanti e “discutere con loro del sostegno dell’Ue per una duratura soluzione alla crisi politica e misure per stabilizzare l’economia”.

Tra gli argomenti che saranno trattati quello dell’accordo sul commercio che consentirebbe all’Ucraina Kiev di ricevere subito due miliardi di euro e l’ingresso in un mercato di 500 milioni di consumatori.
Tuttavia resta il fatto che la Russia ha già stanziato una parte del finanziamento di 15 milardi di euro di sostegno all’Ucraina stabilito in un accordo con Yanukovich e molti osservatori sostengono che l’Ucraina non avrebbe molto da proporre al mercato Ue.

Ma il sostegno economico all’Ucraina è stato confermato sia dal direttore generale del Fmi, Christine Lagarde che dalla telefonata del cancelliere tedesco Angela Merkel alla leader dell’opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko.

Lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con la Merkel e avrebbero concordato sulla necessità di preservare l’integrità territoriale.

Il presidente ucraino nominato ad interim Oleksandr Turcinov ha sottolineato che la Russia dovrà rispettare la “scelta europea” dell’Ucraina precisando di essere pronto ad un dialogo con i vertici russi: “Siamo pronti al dialogo con la Russia…a patto che tenga conto della scelta europea dell’Ucraina, che io spero sarà confermata alle elezioni (presidenziali)” ha detto Turcinov in un’intervista.

Redazione

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