Provvidenza Grassi: dal 2 marzo riprenderà l’autopsia sul corpo della ragazza

Provvidenza Grassi (Foto dal web)
Provvidenza Grassi (Foto dal web)

Non sono ancora concluse le indagine per stabilire come è morta Provvidenza Grassi. Il 21 febbraio, nel corso della trasmissione “Punto franco”, condotta da Rosario Pasciuto e dal direttore di Rtp Lucio D’Amico sono state annunciate importanti novità sul caso della giovane doonna messinese, scomparsa il 10 luglio 2013 da Rometta e ritrovata morta lo scorso 23 gennaio sotto il viadotto “Bordonaro” a Messina

L’avvocato Giuseppina Iaria, e Giovanni Grassi, hanno comunicato che il 2 marzo riprenderà l’autopsia sui resti della ventisettenne. Il prolungarsi delle operazioni testimonia la complessità delle operazioni e non consente ancora ai parenti fare il funerale a Provvy.

Il 7 marzo, i periti torneranno sul luogo in cui sono stati rinvenuti  i resti della povera ragazza e sul tratto della tangenziale da cui sarebbe “volata” la Fiat 600. In particolare, come spiegato ieri sera dal legale della famiglia Grassi, saranno ultimate delle misurazioni già avviate la mattina del 9 febbraio, quando fu necessaria la chiusura dell’arteria in direzione Catania tra gli svincoli di Messina Centro e Gazzi. Durante la puntata, sono stati affrontati tanti altri aspetti legati alla tragedia.

La Gazzetta del Sud riporta che ” l’avvocato Iaria ha confermato che ha già presentato denuncia- querela nei confronti di Giovanni Scivolone, il quale, alcune settimane fa, ha dichiarato di aver sentito, la notte del 10 luglio, alle 2.23, una lunga frenata, una violenta botta e il rumore di alberi che si spezzavano”.

“In seguito a quella testimonianza – ha spiegato l’avvocato davanti a Rtp – ci siamo recati a Bordonaro e abbiamo verificato la veridicità di ciò che ha detto il signor Scivolone. Bene, molte persone che abitano a pochi metri dalla galleria e dal viadotto hanno affermato di non aver sentito nulla quella notte. La loro versione dei fatti è stata allegata alla denuncia”.

Il papà di provvidenza, Giovanni Grassi, ha ribadito di pretendere giustizia e ha contestato il modo in cui finora sono state condotte le indagini: “Ho già chiesto al presidente Giorgio Napolitano di ricevermi. Farò questo appello altre 50 volte, finché la mia istanza non sarà accolta”.

Ai giornalisti presenti in studio il legale della famiglia Grassi ha ribadito con forza di non credere all’ipotesi dell’ incidente stradale: “È giusto dire che si tratta di una pista privilegiata, ma non che sia l’unica”. E molto emozionato, il padre di Provvy, ha sottolineato di avere “un’idea ben precisa di come sono andate le cose», ma che le espliciterà «nel momento opportuno”. Quindi, reiterata la richiesta di assegnare il fascicolo ad altra Procura.

 

Redazione online