Ucraina: ex presidente fuggito in Russia. Esplode la rivolta in Crimea

Sebastopoli , proteste filo russe (Getty images)
Sebastopoli , proteste filo russe (Getty images)

Secondo nuove indiscrezioni riportate dall’Ansa in base a siti ucraini, l’ex presidente Viktor Ianukovich ricercato per crimini contro i manifestanti per le repressioni delle proteste si sarebbe rifugiato in Russia e sarebbe in procinto di partire per l’Indonesia.

Insomma, in base a quanto riporta l’Ansa secondo il Glavkom.Ua alcune fonti della polizia hanno riferito che l’ex presidente avrebbe fatto prima una tappa in Crimea ospite dell’ex ministro della difesa ucraino Pavel Lebedev, poi a Donetsk dall’amico oligarca Rinat Akhmetov e sarebbe poi arrivato in Russia attraverso il mare con il figlio minore, mentre il figlio maggiore avrebbe attraversato il confine a Donetsk in auto.

Intanto però in Crimea esplode il pericolo di secessione sostenuto dai movimenti filo russi: mentre il Parlamento della repubblica autonoma di Crimea situato a Simferopol si doveva riunire in una seduta straordinaria che però è stata annullata per mancanza di deputati e nella quale doveva essere discussa la grave crisi politica in atto, circa 20 mila manifestanti filo ucraini, a maggioranza tartari musulmani, hanno promosso un corteo davanti al palazzo del parlamento.

Si sono registrati momenti di tensione e tafferugli, quando i manifestanti filoucraini hanno invaso il parlamento regionale travolgendo anche le forze di polizia e scontrandosi con circa 5 mila sostenitori della Russia, tra i quali russi e cosacchi residenti in Crimea.

Il bilancio degli scontri registra la morte di una persona anziana per attacco cardiaco e una ventina di feriti tra i quali sette hanno docuto ricorree alle cure mediche per traumi di varia natura.
Come riporta Adnkronos, il presidente dell’aula, Volodymyr Konstantinov avrebbe cercato di rassicurare i cittadini garantendo che non vi sono piani per la secessione della Crimea dall’Ucraina.
A Simferopol è attesa una delegazione della camera alta del parlamento di Mosca, il Consiglio della Federazione.

Sul fronte di Sebastopoli, dov’è situata una grande base della marina militare russa, gli attivisti filo russi hanno eretto posti di blocco in vari punti d’accesso alla città e l’uomo d’affari russo Oleksiy Chaliy leader del movimento si sarebbe proclamato “sindaco del popolo”.

Redazione

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