Direzione Pd sancisce adesione a Pse, Matteo Renzi: “E’ un punto d’arrivo”

Il logo del Partito Democratico (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Il logo del Partito Democratico (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Con 121 voti favorevoli, un solo contrario, vale a dire l’ex ministro della Pubblica Istruzione ed esponente della Margherita, Beppe Fioroni, e due astenuti, la direzione del Partito Democratico ha sancito poco fa l’adesione al Partito Socialista Europeo. Soddisfatto il neopremier e segretario Pd, Matteo Renzi: “Il dibattito è stato ampio ma per definizione il dibattito sull’Europa è un tema che non finisce. Per ciò l’adesione al Pse è un punto di arrivo per tante storie ma anche un punto di partenza”.

“Il congresso del Pse che inizia domani pomeriggio sarà una occasione particolarmente interessante. In bocca al lupo”, ha chiosato il presidente del Consiglio; i lavori della direzione Pd si erano aperti con l’intervento di Federica Mogherini, neo ministro degli Esteri e responsabile Europa e Affari internazionali del Pd, che ha sostenuto: “Nel 2009 il Pd ha costruito al Parlamento europeo il gruppo dei Socialisti e democratici, e all’ultimo congresso tutti i candidati alla segreteria nazionale hanno affermato che la strada naturale fosse quella dell’adesione al Pse”.

Ha aggiunto la Mogherini: “Il Pd non può non fare parte di nessun partito a livello europeo. In Europa va affermandosi una dinamica bipolare tra progressisti e conservatori, ed è nel Dna del Pd contribuire a rafforzare questa alternativa nelle politiche europee. Con l’adesione del Pd al Pse potremo dire, insieme ai nostri compagni di strada, di avere un programma, un manifesto e un candidato comune alla guida della prossima Commissione europea. E quella della candidatura di Martin Schulz, in quanto tedesco, rappresenta una sfida e un’opportunità”.

Tra i due astenuti, c’è il “renziano” Matteo Richetti, che nel suo intervento ha parlato di una mancanza di riflessione e ha ribadito: “Per chi non è nato né democristiano né socialista, questa rappresenta la fine di un’ambizione, quella di dare vita ad un grande campo dei democratici europei. L’impressione è quella di una decisione assunta quasi dentro la contingenza. Secondo me c’è un’insufficienza profonda nella riflessione anche nel campo dei socialdemocratici”.

“Ribadendo l’indisponibilità di morire socialdemocratici, auguro a voi tutti di vivere intensamente da democratici”, ha sottolineato nel suo intervento l’unico contrario all’adesione, Beppe Fioroni, ribadendo come il Pd, “nato per cambiare, finisce per adagiarsi nella conservazione” perché “cambiare linea significa cambiare la natura del Partito democratico”. Soddisfatto per la decisione il presidente del Pse, Serghei Stanishev: “Sono sicuro che la richiesta del Pd di entrare a pieno titolo nel Pse sarà accolta all’unanimità domani. Senza il Pd la nostra famiglia era incompleta, domani finalmente si completerà”.

Redazione online