Cina, sgominato traffico di neonati su internet: mille persone arrestate e 392 bambini in salvo

Mano di un neonato cinese sul volto della madre (Getty images- dettaglio)
Mano di un neonato cinese sul volto della madre (Getty images- dettaglio)

Dopo lo scandalo sul traffico di esseri umani di donne e bambini impiegati come mano d’opera esploso a settembre 2013, dalla Cina emerge un nuovo inquitante caso questa volta sul traffico di bambini neonati via internet.

Secondo quanto riporta l’Ansa, il ministero cinese della Pubblica sicurezza ha resto noto che la polizia cinese, nell’ambito di un’operazione scattata sei mesi fa’ dopo alcune segnalazioni riguardo ad un sito web che promuoveva le adozioni private, ha arrestato più di mille persone che trafficavano in neonati attraverso la rete.
Il ministero ha precisato inoltre che solo alcuni gli arrestati, in totale 1.094 persone, avrebbero confessato.

Le organizzazioni criminali avevano sede a Pechino e nella provincia del Jiangsu e usavano la Rete per i loro traffici: nell’ambito di una prima operazione che si è scolta lo scorso 19 febbraio in 27 città, la polizia è riuscita a mettere in salvo ben 382 neonati.

Nel dettaglio, si apprende che i trafficanti pagavano tremila yuan (ca. 350 euro) a chi forniva falsi certificati governativi che autorizzavano a dare i bambini in adozione e le spese venivano poi caricate sulle coppie che intendevano adottare i bambini.

“I criminali hanno costruito la loro rete su Internet e svolgevano sotto la copertura dell’adozione i loro traffici. Era una rete molto vasta, che si estendeva a tutto il Paese”, ha spiegato Liu Ancheng, uno dei funzionari del ministero che hanno diretto l’operazione.

Un traffico che come riportano i media è favorito anche dalle leggi severe che in Cina limitano le nascite nelle famiglie, dalla povertà e i profitti illeciti che contribuiscono al traffico dei neonati e dei bambini.

Redazione

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